“Devo dirvelo…”. Sorelline scomparse: il fidanzato decide di parlare

Proseguono senza sosta le ricerche di Alisya Di Giacinto, 16 anni, e della sorella Sarah, 12 anni, scomparse nella notte tra il 7 e l’8 giugno da una casa-famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. A cinque giorni dall’allontanamento, il caso continua ad assumere contorni sempre più complessi, mentre gli investigatori vagliano ogni possibile ipotesi per ricostruire quanto accaduto.

Nelle ultime ore, un elemento significativo sarebbe emerso dalle dichiarazioni del fidanzato coetaneo di Alisya. Il giovane avrebbe raccontato agli inquirenti di aver notato un cambiamento nel comportamento della ragazza negli ultimi tempi. “Era come se avesse qualcosa dentro che voleva dirmi, ma non riusciva a farlo”, avrebbe riferito. Una frase che lascia spazio a molte interpretazioni e che potrebbe rappresentare un tassello importante nell’attività investigativa.

Particolare attenzione ha suscitato anche un’altra affermazione attribuita al ragazzo: “Hanno paura del buio”. Un dettaglio apparentemente marginale ma che, secondo gli investigatori, potrebbe contribuire a delineare meglio il profilo psicologico delle due sorelle e le circostanze della loro scomparsa.

Al momento, le autorità non escludono alcuna pista. Se inizialmente si era ipotizzato un allontanamento volontario, l’assenza di segnali premonitori e il comportamento delle ragazze prima della scomparsa hanno spinto gli investigatori a mantenere aperti tutti gli scenari, compresa la possibilità che terze persone possano aver avuto un ruolo nella vicenda.

Le operazioni di ricerca sono state intensificate con l’impiego di unità specializzate e cani da mantrailing, addestrati a seguire le tracce olfattive delle persone scomparse. Gli operatori stanno battendo sia le aree boschive attorno a Civitella Alfedena sia le principali vie di collegamento della zona.

L’unica segnalazione di un possibile avvistamento, giunta nei giorni scorsi, non ha trovato conferme da parte delle forze dell’ordine. Ciò nonostante, l’attenzione degli investigatori resta concentrata anche sul Basso Lazio, in particolare nelle località di Minturno, Scauri e Fondi, territori dai quali provengono le due ragazze e dove potrebbero aver cercato contatti o punti di riferimento.

Secondo la ricostruzione finora emersa, Alisya e Sarah si sarebbero allontanate dalla struttura tra le due e le cinque del mattino, senza portare con sé telefoni cellulari e senza lasciare indicazioni utili a comprenderne la destinazione. Un elemento che rende particolarmente difficile il lavoro degli investigatori.

Nel frattempo, i genitori delle due minorenni, separati da tempo, hanno lanciato accorati appelli pubblici affinché chiunque abbia informazioni utili si faccia avanti. Messaggi carichi di preoccupazione e speranza, diffusi attraverso lettere aperte e social network nel tentativo di raggiungere le figlie o chi potrebbe averle incontrate.

Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura di Sulmona. Il sostituto procuratore Stefano Iafolla ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori, un atto dovuto che consente agli inquirenti di ampliare il raggio delle verifiche e approfondire ogni possibile elemento utile al ritrovamento delle due sorelle.

Mentre il tempo passa e il mistero si infittisce, l’obiettivo resta uno soltanto: ritrovare Alisya e Sarah e fare piena luce su una vicenda che continua a tenere con il fiato sospeso familiari, investigatori e opinione pubblica.