La Cina torna nel mirino. Cosa è accaduto davvero nei laboratori di Wuhan agli inizi del 2020? Le origini misteriose del virus che ha messo in ginocchio il pianeta tornano di attualità a Dritto e rovescio.  “A un certo punto sono andato a rivedere questa cosa qui”.  Paolo Del Debbio punta i riflettori sulle responsabilità di Pechino sulla diffusione della pandemia. La Cina ha mentito?  Il conduttore torna a fare luce sulle colpe, vere o presunte, della Cina. L’unico Paese al mondo in  crescita economica che non registra balzi di contagi.

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Del Debbio: la Cina ci ha mentito?

“Il presidente americano Donald Trump ha chiesto all’Oms di indagare sull’origine del virus. Affidiamo a un organo internazionale questa ricerca. Il virus è nato sì o no in laboratorio? Ma la commissione dell’Organizzazione mondiale della Sanità non si è mai riunita. E qualche dubbio mi viene”, dice il giornalista. “Il virus è nato lì. Ora hanno il vaccino e sono quelli che a livello economico si sviluppano di più. Non è detto che uno più uno più uno faccia tre, può fare anche due o cinque o zero, però è giusto chiederselo”.

Le testimonianze scomode sul laboratorio di Wuhan

Il complottismo non c’entra. Si tratta di cercare la verità. La comunità scientifica ha messo subito a tacere le testimonianze scomode sul laboratorio di massima sicurezza di Wuhan.  Esplosivo, per esempio, il recente racconto di Plinio Innocenzi, professore ordinario all’Università di Sassari e già addetto scientifico presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino. Che ha visitato il laboratorio cinese dedicato allo studio dei virus. “I virologi, in collaborazione con altri scienziati, cercavano esattamente di studiare i virus presenti nei pipistrelli. E individuare tra questi quali fossero potenzialmente più ‘idonei’ a infettare l’uomo. Pur smentendo ogni ipotesi complottistica viene da chiedersi e se quei pipistrelli infetti fossero scappati? Qualche dubbio sulla competenza di quei virologi e sulle loro tecniche lavorative nasce spontaneo”.

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