Daniela Santanchè si è dimessa: finisce la lunga crisi politica

La telenovela politica è arrivata al capolinea: Daniela Santanchè ha rassegnato le dimissioni da ministra del Turismo, dopo giorni di forte pressione politica e istituzionale.

Le dimissioni in serata

La decisione è arrivata nella serata del 25 marzo 2026, al termine di una giornata segnata da tensioni, indiscrezioni e richieste sempre più insistenti di un passo indietro.

A spingere verso le dimissioni è stata anche la presa di posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva auspicato pubblicamente un gesto di responsabilità istituzionale.

Il contesto politico

La crisi si inserisce in un momento delicato per il governo, dopo l’esito negativo del referendum sulla giustizia e le conseguenti tensioni all’interno della maggioranza.

Parallelamente, su Santanchè pesavano anche le vicende giudiziarie legate alle sue società, tra cui indagini e procedimenti aperti a Milano, elementi che avevano alimentato il dibattito politico negli ultimi mesi.

Pressioni e mozione di sfiducia

Negli ultimi giorni la pressione era diventata sempre più forte. Le opposizioni avevano già depositato una mozione di sfiducia, pronta per essere discussa in Parlamento.

All’interno della stessa maggioranza, diversi esponenti ritenevano ormai inevitabile un passo indietro per evitare ulteriori tensioni e uno scontro parlamentare diretto.

Una resistenza durata mesi

Fino all’ultimo, la ministra aveva resistito alle richieste di dimissioni, ribadendo in passato che avrebbe lasciato l’incarico solo su esplicita richiesta della premier.

Una richiesta che, alla fine, è arrivata, portando alla decisione definitiva.

Cosa succede ora

Con le dimissioni di Santanchè, si apre ora una nuova fase per il governo, che dovrà individuare un sostituto al Ministero del Turismo.

La vicenda politica, però, è destinata a lasciare strascichi, sia sul piano istituzionale che su quello giudiziario.