Crisi a Milano: il Pd resta con Sala, ma chiede una svolta

Milano si trova al centro di una delicata fase di crisi politica, scaturita dalle recenti inchieste giudiziarie che coinvolgono il settore urbanistico della città. Dopo giorni di tensione e incertezza, il Partito Democratico ha confermato il suo sostegno al sindaco Giuseppe Sala, chiedendo però una “svolta concreta” e segnali di cambiamento nell’amministrazione comunale.
Nella giornata di oggi, una riunione tra il primo cittadino e la delegazione del Pd si è svolta presso la residenza del sindaco. Al termine dell’incontro, il segretario cittadino del partito, Alessandro Capelli, ha definito l’incontro “costruttivo” e ha ribadito l’appoggio del partito, sottolineando la necessità di avviare “una nuova fase amministrativa centrata su casa, sviluppo urbanistico, equità e accessibilità”.
Una delle prime conseguenze della crisi riguarda Giancarlo Tancredi, assessore alla Rigenerazione urbana, che avrebbe già pronto un documento di dimissioni. La sua posizione si complica poiché la Procura ha richiesto gli arresti domiciliari per lui, con l’interrogatorio di garanzia previsto per mercoledì. Tramite i legali, Tancredi ha fatto sapere che chiarirà la sua posizione e ha contestato le accuse mosse. L’assessore sarà presente in aula domani, anche se non è ancora chiaro se interverrà durante la seduta del Consiglio comunale, dove il sindaco Sala illustrerà le linee della giunta.
Il sindaco Giuseppe Sala ha espresso la volontà di proseguire il mandato fino al 2027, ma ha posto condizioni chiare al Pd: “Serve unità e sostegno su tutti i fronti”, a partire dalle delibere strategiche. Tra queste, il futuro di San Siro, la cui vendita a Inter e Milan è attualmente bloccata dal terremoto giudiziario. Mentre il Pd propone di rinviare la decisione a settembre, Sala mira a chiudere la questione entro luglio, per evitare che il vincolo storico che scatterà il 10 novembre impedisca l’abbattimento dello stadio.
All’interno della maggioranza, però, crescono i dubbi: almeno cinque consiglieri dem sarebbero contrari alla vendita, e la frattura potrebbe allargarsi ulteriormente. La crisi politica si concentra anche sui temi più urgenti per Milano: diritto alla casa, rigenerazione urbana, verde pubblico e città a misura di classe media. La priorità è completare il nuovo Piano di governo del territorio (Pgt) e il piano straordinario per l’edilizia popolare, che prevede la realizzazione di 10mila appartamenti su aree comunali.
Il Partito Democratico ha inoltre richiesto “una figura di garanzia, terza e competente” per sostituire Tancredi, al fine di dare un segnale di discontinuità e recuperare credibilità dopo le inchieste giudiziarie. La Procura prosegue con gli accertamenti, mentre il manager coinvolto, Manfredi Catella, ha annunciato che presenterà una memoria difensiva con “prove documentali oggettive” per smontare le accuse.
Il sindaco Sala, da parte sua, ribadisce che il Comune “non si riconosce nelle ricostruzioni della magistratura” e chiede al Pd un mandato chiaro per evitare che l’amministrazione resti paralizzata. Domani, nel Consiglio comunale, si deciderà se il sindaco continuerà sulla strada attuale o aprirà una nuova fase politica per Milano, segnando un punto di svolta nella gestione della città.