Cosa fare per non ricevere più telefonate dai Call center

Telefonate commerciali: ecco come non ricevere più telefonate e difendersi dai call center aggressivi grazie alle ultime novità. Vediamo inoltre quando è necessario inviare una diffida scritta

È noto a tutti il problema del telemarketing, che il più delle volte diventa davvero aggressivo. Certo, dall’altro lato del telefono c’è sicuramente qualcuno che sta lavorando. Ma le continue chiamate, il più delle volte insistenti, per proporre agli utenti di telefoni fissi e mobili le offerte commerciali più disparate, possono tramutarsi in un vero e proprio fastidio, soprattutto se si considera che non ci sono né orari, né limiti. Chi riceve continue chiamate dai call center, inizialmente, si rassegna a far finta di ascoltare l’offerta e a concludere più in fretta possibile la chiamata con un: «no, grazie». All’ennesima chiamata, tuttavia, è molto facile che  il «no, grazie» si trasformi in qualcosa di molto meno cortese, sino ad arrivare al limite della sopportazione: ecco perché di parla di telemarketing selvaggio.

Ora, per fortuna, vi è la possibilità di opporsi alle telefonate commerciali e, dunque, dire addio alle chiamate pubblicitarie dei call center. Vediamo, allora, come opporsi alle telefonate commerciale e, dunque, come difendersi dal telemarketing aggressivo alla luce delle ultime novità legislative. Vediamo inoltre quando è necessario inviare una diffida scritta.

Telefonate commerciali: le nuove tutele 

D’ora in poi, contro le telefonate commerciali moleste, si potrà invocare la legge. Il Senato, infatti, ha approvato una legge contro il telemarketing selvaggio [1], che potrebbe porre una volta per tutte un argine al fenomeno. In realtà era già da tempo che si avvertiva l’esigenza di trovare un equilibrio tra le ragioni dei cittadini –  che non possono essere tempestati di chiamate – e la necessità di salvaguardare i posti di lavoro nei call center (ricordiamoci, infatti, che dietro la cornetta c’è sempre una persona che lavora). Lo strumento concepito al fine di contemperare tali due opposte esigenze è il Registro Pubblico delle Opposizioni. Si tratta di un servizio a tutela del cittadino che decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali. Con l’iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni si intendono revocati tutti i consensi precedentemente espressi –  con qualsiasi forma o mezzo e a qualsiasi soggetto  – che autorizzano il trattamento delle proprie numerazioni telefoniche effettuato mediante operatore con l’impiego del telefono per fini di pubblicità o di vendita, o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

Registro Pubblico delle Opposizioni: come iscriversi

Il cittadino che non intende più ricevere chiamate commerciali dai call center può iscriversi gratuitamente al registro, in caso contrario varrà il principio del “silenzio assenso“. Ed infatti, gli operatori che utilizzano i sistemi di pubblicità telefonica e di vendita telefonica o che compiono ricerche di mercato o comunicazioni commerciali telefoniche hanno l’obbligo di consultare mensilmente, e comunque precedentemente all’inizio di ogni campagna promozionale, il Registro Pubblico delle Opposizioni e di provvedere all’aggiornamento delle proprie liste, cancellando – così – i numeri di chi non intende più ricevere chiamate. In mancanza di cancellazione, invece, nulla vieterà agli operatori di continuare a telefonare.

Chi non ne può più di ricevere telefonate può accedere al servizio e iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni tramite cinque modalità:

  • modulo elettronico sul sito web;
  • posta elettronica;
  • telefonata;
  • lettera raccomandata;
  • fax.

L’iscrizione nel Registro è effettuata entro il giorno lavorativo successivo alla richiesta. Affinché l’iscrizione sia completamente efficace potrebbero trascorrere fino a 15 giorni dalla richiesta: dopo questo periodo, gli operatori di telemarketing devono necessariamente recepire le posizioni espresse dai cittadini.

Telefonate commerciali: la riforma del registro delle opposizioni

Tutti noi sappiamo, però, che il Registro delle Opposizioni, così com’era configurato fino ad oggi, non funzionava e non era in grado di tutelare gli utenti dalle continue  chiamate di telemarketing selvaggio. Ebbene, la nuova legge ha introdotto una riforma del Registro delle Opposizioni. Vediamo, dunque, le principali novità per difendersi dalle telefonate dei call center.

Call center aggressivo: stop alle chiamate sui cellulari

Cominciamo innanzitutto con il dire che il principale limite del Registro delle Opposizioni era rappresentato dal fatto che si potevano iscrivere solo i numeri di di telefonia fissa iscritti negli elenchi telefonici e non anche i numeri di cellulare. Da più parti, dunque, era stata avvertita l’esigenza di una legge che estendesse l’iscrizione per tutti i numeri – fissi e mobili, riservati e non – al Registro delle opposizioni. Ebbene, da oggi, anche i numeri di cellulare possono essere iscritti nel registro con il risultato che non potremo più essere disturbati neanche sul nostro telefono portatile.

Registro delle opposizioni: la revoca dei precedenti consensi

Gli operatori che utilizzano i sistemi di pubblicità telefonica e di vendita telefonica o che compiono ricerche di mercato o comunicazioni commerciali telefoniche hanno l’obbligo di consultare mensilmente, e comunque precedentemente all’inizio di ogni campagna promozionale, il Registro pubblico delle opposizioni e di provvedere all’aggiornamento delle proprie liste, cancellando – così – i numeri di chi non intende più ricevere chiamate. In mancanza di cancellazione, invece, nulla vieterà agli operatori di continuare a telefonare. Ciò posto, l’altra importante novità è che l’iscrizione al registro delle opposizioni, d’ora in  poi, revocherà i precedenti consensi. Quindi le nuove iscrizioni al registro delle opposizioni in qualche modo faranno tabula rasa dei consensi che avevamo dato in precedenza, consentendo ai call center di disturbarci.

Stop al telemarketing aggressivo: i due prefissi

La legge inoltre, impone ai call center di rendere identificabile la telefonata commerciale attraverso l’adozione di due prefissi distinti che precedano il numero:

  • uno per le chiamate commerciali;
  • uno per le chiamate a fini statistici e volte alle indagini di mercato.

C’è però un’eccezione: l’operatore non è obbligato ad usare questi due prefissi se telefona da un numero richiamabile. La ratio della norma si spiega al fine di consentire al consumatore di poter richiamare l’utenza, chiedere chiarimenti, appurare se è stato attivato un contratto non richiesto ed, in ogni caso, esercitare il diritto di recesso e non essere così più disturbato. Peccato che questa novità, se non adeguatamente disciplinata, potrebbe essere lesiva per gli utenti, dal momento che potrebbero essere costretti a dover sostenere i costi della chiamata per ricontattare il numero telefonico, per poi scoprire che si trattava di telemarketing.

Telefonate commerciali: la diffida

Come anticipato, agli utenti che non desiderano più ricevere telefonate moleste è data la possibilità di iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni. Tuttavia, possono iscriversi al registro solo gli abbonati, i cui nominativi e numeri siano pubblicati sugli elenchi telefonici.  Ad oggi, infatti, manca ancora il Regolamento attuativo della legge 5/2018 che estende la possibilità di iscrizione nel Registro pubblico delle opposizioni anche ai numeri di telefono non presenti negli elenchi telefonici pubblici. Fermo restando, comunque, che l’approvazione di tale regolamento attuativo è prevista per il secondo semestre del 2018, attualmente chi non può iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni può inviare una diffida scritta alle società che lo importunano, sempre che si riesca ad individuarle con precisione, per negare la propria autorizzazione e/o consenso a ricevere comunicazioni pubblicitarie di sorta.

Articolo tramite: business.laleggepertutti.it