Negli ultimi quindici anni, al fianco di Roberto Cavalli vi è stata la compagna Sandra Nilsson-Bergman, una figura discreta e lontana dai riflettori nonostante una carriera da modella iniziata a 14 anni. Notata da un’importante agenzia francese, ha raggiunto il successo come Miss World Bikini Model e Miss Svezia nel 2006, diventando poi Playmate del mese per Playboy nel 2008.
Secondo le ricostruzioni della stampa, dopo il decesso di Cavalli, ha scelto di dedicarsi alla famiglia e , in particolare, al figlio avuto con lui. Negli ultimi anni ha deciso deliberatamente di restare lontana dai media, vivendo in modo discreto tra Italia e Svezia, senza esporsi pubblicamente. Oggi viene descritta come una donna riservata, concentrata su una quotidianità lontana dagli ambienti mondani che avevano caratterizzato la sua giovinezza. Non risultano nuovi progetti professionali nel settore della moda o dello spettacolo: la sua attenzione resta rivolta soprattutto alla vita familiare e alla sfera personale.
Il loro amore, nato quando lei aveva 22 anni e lui 67, ha suscitato scalpore per la differenza d’età. Cavalli, reduce dal matrimonio con Eva Düringer, trovò in Sandra una compagna fedele e riservata. Si può dire sia stata un pilastro nella vita del celebre stilista, accompagnandolo durante momenti difficili, come le sue malattie, e dimostrando un amore solido e discreto. Cavalli stesso dichiarò che Sandra era stata il suo sostegno più grande, al punto da regalarle l’isola di Stora Rullingen in Svezia, simbolo del loro legame.
Nonostante la vita pubblica di lui, Sandra preferiva serate in famiglia e un’esistenza lontana dai riflettori, con la quale ha avuto un figlio, Giorgio, nato circa un anno prima della sua scomparsa. Che cosa fa ora?
Dalla loro unione è nato Giorgio, il sesto figlio dello stilista, quando Cavalli aveva 82 anni. Sempre schiva e riservata, Sandra Nilsson è rimasta bel lontana dai riflettori anche in seguito alla dipartita del compagno. Oggi si dedica a fare la mamma a tempo pieno, occupandosi del figlio Giorgio, che prende il nome dal nonno, il padre di Giorgi Cavalli, caduto durante l’ultimo conflitto mondiale.


