Corteo vietato a Roma, la polizia interviene: scontri e momenti di panico
Una giornata di forte tensione si è consumata nel centro di Roma durante una manifestazione a sostegno della Palestina, che si è trasformata in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. L’evento, inizialmente autorizzato come presidio statico in piazza Giuseppe Verdi, è degenerato in un corteo non autorizzato che ha tentato di dirigersi verso l’Auditorium Parco della Musica, dove si stava svolgendo la Festa del Cinema di Roma.
L’origine della protesta
La manifestazione, partita nel tardo pomeriggio intorno alle 18:00, ha visto la partecipazione di numerose sigle e collettivi: associazioni palestinesi, Arci Roma, Potere al Popolo, USB, il Movimento Studenti Palestinesi e vari centri sociali. Con lo slogan “Blocchiamo l’ambasciata israeliana”, gli organizzatori hanno voluto portare l’attenzione sulla crisi a Gaza e protestare contro le politiche israeliane.
Nonostante la Questura di Roma avesse concesso l’autorizzazione per un presidio statico, alcuni partecipanti hanno deciso di muoversi in corteo, ignorando il divieto. Le forze dell’ordine, in assetto antisommossa, hanno immediatamente ordinato lo scioglimento del raduno, intimando ai manifestanti di non procedere verso altri siti.
Gli scontri e l’intervento delle forze dell’ordine
Pochi minuti dopo, la situazione è precipitata. Un gruppo di manifestanti ha tentato di forzare il cordone di sicurezza per raggiungere l’Auditorium, provocando l’intervento delle forze dell’ordine. Gli agenti della polizia in assetto antisommossa hanno risposto con manganelli e idranti, cercando di disperdere il corteo. Video diffusi sui social mostrano le colonne d’acqua degli idranti colpire la folla, mentre urla di protesta si levavano lungo via Paisiello.
Nel caos, si sono registrati alcuni feriti lievi, e la tensione è rimasta alta per tutta la serata. Nessun arresto è stato comunicato ufficialmente, ma le autorità hanno confermato di aver disperso i manifestanti e di aver mantenuto la situazione sotto controllo.
Reazioni e contesto politico
L’episodio si inserisce in un momento di grande sensibilità internazionale riguardo al conflitto israelo-palestinese, con proteste che si sono moltiplicate in diverse città italiane nelle ultime settimane. La scelta di Roma come luogo della manifestazione, vicino all’ambasciata israeliana e a un importante evento culturale, ha aumentato la portata simbolica dell’azione e le preoccupazioni per l’ordine pubblico.
Le autorità hanno difeso la linea dura, sostenendo che il divieto di corteo fosse necessario per garantire la sicurezza durante la Festa del Cinema, alla quale partecipavano personalità internazionali e diplomatici. Gli organizzatori, invece, hanno denunciato una “repressione ingiustificata” e hanno promesso di continuare le iniziative di solidarietà con la popolazione di Gaza.
Il messaggio degli attivisti
In serata, i collettivi pro-Palestina hanno diffuso un comunicato in cui affermano: “Non ci fermeranno con l’acqua e con la forza. Continueremo a manifestare finché la voce del popolo palestinese non sarà ascoltata”. Gli attivisti accusano la polizia di essere sottomessa ai “diktat del governo e di Israele”, promettendo di proseguire le proteste.
Sicurezza e prospettive future
La Questura ha disposto un rafforzamento dei controlli nelle zone più sensibili, in particolare intorno all’ambasciata israeliana, temendo nuove manifestazioni nei prossimi giorni. La zona dell’Auditorium è rimasta sotto sorveglianza fino a tarda sera, mentre la viabilità nel quartiere Parioli è stata temporaneamente bloccata.
Nonostante la calma ritrovata in serata, l’attenzione resta alta in vista del fine settimana, con altre iniziative di solidarietà con la Palestina già annunciate in diverse città italiane. La speranza è che si possa evitare un’escalation di tensione, mantenendo il diritto di manifestare e di esprimere solidarietà in modo pacifico.