Notizia certificata e riportata da yahoo.it. Dall’inizio della pandemia, man mano che la comunità medico-scientifica ha meglio compreso le diverse forme in cui il Covid-19 si manifesta nei pazienti, sono emersi nuovi sintomi legati al coronavirus. Quelli più comuni li conosciamo tutti: febbre, tosse secca e stanchezza. Quelli più gravi includono asfissia, dolori al petto e problemi di linguaggio, come indica l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Il Centro statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie (US Centres for Disease Control and Prevention) mette in guardia anche dai momenti di confusione mentale e alterazione del colore delle labbra (blu): possono essere indicatori di gravi forme di Covid-19 che richiedono il ricovero in ospedale. Esistono però anche una varietà di sintomi meno comuni emersi nel corso degli ultimi mesi. Includono, secondo l’OMS: dolori, mal di gola, diarrea, congiuntivite, mal di testa, perdita del gusto o dell’olfatto, eruzioni cutanee e scolorimento delle dita delle mani o dei piedi. (Continua..)

Astenia e mialgia

L’astenia è il termine medico per indicare la sensazione di debolezza muscolare: è un sintomo comune per chi è affetto da coronavirus, scrivono le autorità sanitarie francesi e l’OMS. La parola mialgia indica invece i dolori muscolari. Quando sono inspiegabili o combinati con un altri sintomi tipici del Covid-19, possono essere correlati al nuovo coronavirus.

Anosmia, iposmia e disgeusia

Anosmia, iposmia e disgeusia sono altri noti sintomi che possono essere rilevatori del Covid-19. L’anosmia è una perdita della capacità olfattiva, mentre l’iposmia è una riduzione di quella olfattiva. La disgeusia, invece, è una distorsione del senso del gusto. Le autorità sanitarie inglesi ritengono che il cambiamento improvviso o la perdita del senso del gusto o dell’olfatto siano i sintomi principali della malattia. (Continua..)

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Geloni

I geloni sono infiammazioni dolorose o pruriginose dei piccoli vasi sanguigni delle dita delle mani o dei piedi. Alcuni hanno parlato di ‘alluce da COVID’ (le dita dei piedi e delle mani possono diventare blu come se ci fossero dei ‘geloni’). Sono spesso associati all’esposizione all’aria fredda, ma durante la pandemia di Covid-19 dermatologi di diversi paesi testimoniano di aver riscontrato molti casi di lesioni di questo genere, simili a veschiche. L’OMS elenca la “decolorazione delle dita delle mani o dei piedi” come un potenziale sintomo (anche se meno comune) del Covid-19. Recenti ricerche sui geloni, tuttavia, hanno mostrato che i pazienti che presentano questo sintomo non sono risultati positivi al coronavirus: ricercatori in Belgio suggeriscano che possano essere correlati alla poca attività fisica durante il lockdown. Altri invece teorizzano che potrebbe trattarsi di un sintomo post-virale per i casi asintomatici.

Enantema, orticaria e altre manifestazioni cutanee

L’OMS parla anche di un’eruzione cutanea che va di pari passo alla decolorazione delle dita dei piedi e delle mani. Un recente studio minore ha collegato l’enantema – un’eruzione cutanea nella bocca – all’insorgenza della malattia in pazienti affetti da Covid-19 in Italia, anche se non è provato al 100% che queste queste eruzioni cutanee siano direttamente correlate alla patologia. “Sia le infezioni virali che le reazioni ai farmaci causano esantemi di frequente”, scrivono i ricercatori in una lettera pubblicata dal Journal of the American Medical Association. Un altro recente studio condotto nel Regno Unito su persone che hanno utilizzato l’applicazione UK symptom survey app ha scoperto che su 336.847 utenti britannici, almeno 6.403 di loro hanno segnalato la presenza di sintomatologie epidermiche. Lo studio, che non è stato ancora sottoposto a peer-reviewing, indica come i sintomi cutanei più comuni siano dossi papillari (puntini rossi in rilievo), orticaria o eruzioni cutanee sulle dita delle mani e dei piedi.

Complicazioni da COVID-19

Il Covid-19 è inoltre associato ad una lunga gamma di potenziali gravi complicazioni. Il CDC statunitense parla di polmonite, insufficienza respiratoria, sepsi, infezioni batteriche e infiammazioni. In alcuni gravi casi, l’elenco include attacchi di cuore e ictus. Il ministero della sanità francese aggiunge disturbi del ritmo cardiaco (come la tachicardia o una frequenza cardiaca a riposo veloce) e tromboembolismo (coagulazione del sangue). Finora la malattia ha infettato oltre 14,7 milioni di persone e ne ha uccise più di 600mila in tutto il mondo.

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