Coppia adotta un bimbo per poterlo abusare: stuprato e ucciso, violenze atroci

Una delle vicende giudiziarie più sconvolgenti degli ultimi anni nel Regno Unito si è conclusa con una sentenza destinata a lasciare il segno. La Preston Crown Court ha condannato due uomini ritenuti responsabili di gravissimi abusi sessuali e della morte di Preston Davey, un bambino di appena 13 mesi adottato nel 2023.

Il giudice Turner ha inflitto l’ergastolo senza possibilità di liberazione anticipata a James Varley, 37 anni, ex insegnante, riconosciuto colpevole dell’omicidio del piccolo oltre che di numerosi episodi di violenza sessuale e maltrattamenti. Si tratta di una misura estremamente rara nel sistema giudiziario britannico, riservata ai crimini considerati di eccezionale gravità.

La condanna del compagno

Condannato anche il compagno di Varley, John McGowan-Fazakerley, 32 anni, che dovrà scontare una pena di 25 anni di reclusione.

Secondo quanto stabilito dalla Corte, l’uomo si è reso responsabile di stupro, ulteriori violenze sessuali e di aver contribuito agli eventi che hanno portato alla morte del bambino, pur non essendo stato individuato come l’autore materiale dell’omicidio.

I giudici hanno respinto la linea difensiva sostenuta dai due imputati. Pur avendo ammesso alcuni degli abusi contestati, entrambi avevano negato di aver agito con l’intenzione di provocare il decesso del piccolo.

Il dolore della madre biologica

Tra i momenti più toccanti del processo vi è stata la testimonianza della madre biologica di Preston, Sarah, che ha raccontato davanti alla Corte il dolore per la perdita del figlio.

Visibilmente commossa, la donna ha accusato i due imputati di aver trasformato la breve vita del bambino in un incubo, utilizzando parole durissime nei loro confronti.

Anche l’accusa e gli investigatori hanno espresso giudizi severi durante il procedimento, descrivendo gli imputati come individui particolarmente pericolosi e sottolineando la gravità delle violenze accertate nel corso delle indagini.

Un caso che scuote il Regno Unito

La vicenda ha suscitato profonda indignazione nell’opinione pubblica britannica, generando un acceso dibattito sui controlli e sulle procedure che accompagnano i percorsi di adozione.

Le autorità hanno tuttavia ribadito che il caso riguarda esclusivamente le responsabilità individuali dei due condannati e non può essere utilizzato per formulare giudizi generali sulle famiglie adottive o sulle coppie omosessuali.

Una tragedia che lascia il segno

Durante il processo, il piccolo Preston è stato ricordato attraverso fotografie che lo ritraevano sorridente e sereno, immagini che hanno contribuito a rendere ancora più forte l’impatto emotivo della vicenda.

Con la sentenza pronunciata dalla Preston Crown Court si chiude così un procedimento che ha profondamente colpito il Regno Unito e che si conclude con una delle condanne più severe previste dall’ordinamento inglese.

Una decisione che, nelle intenzioni della Corte, riflette l’estrema gravità dei reati commessi e la necessità di garantire giustizia per una vittima tanto giovane quanto indifesa.