Marcia indietro di Giuseppe Conte? Forse. Difficile interpretare gli stop and go del premier sulle nuove misure previste dall’ultimo Dpcm. Che entrerà in vigore da domani. L’Italia divisa in zone colorate, i coprifuoco, la didattica a distanza per licei e università. E quei 21 parametri che spiazzano i governatori.

Conte: Possiamo ancora dosare gli interventi

“Siamo ancora nella fase di poter dosare gli interventi, di programmarli e, ci auguriamo tutti, di limitarli nel tempo. Invito tutti a partecipare a questo progetto di misure che abbiamo condiviso”. Nel corso di una conferenza stampa sulla bonifica di Caffaro Conte gioca la carta delle rassicurazioni paterne.

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“Le misure restrittive non le stiamo applicando a cuor leggero. Lo dobbiamo fare con il massimo senso di solidarietà”. Poi un parziale chiarimento sulla tripartizione del territorio nazionale che ha scatenato polemiche e ironia sui social. “Anche se adesso ci sono dei colori sulla penisola. Quei colori non devono farci perdere il senso di unità e soprattutto dobbiamo entrare nell’ottica che quei colori debbano cambiare al più presto. In modo da poter recuperare un periodo di maggiore serenità”.

“Capisco i disagi ma non possiamo non agire”

Parole che non risolvono le criticità emerse. “Capisco che le nuove misure procureranno ulteriore disagio”, continua Conte. “Capisco che procureranno ulteriore sofferenza però è meglio la sofferenza di dover fare dei sacrifici e affrontare un disagio in un quadro di una regolamentazione ben preordinata che continuare a ballare sul filo di lana. In una situazione di grande stress per i servizi sanitari con il rischio di dover intervenire con provvedimenti molto più pesanti”.

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