“Come a Modena”. Ancora terrorismo in Italia, la notizia è appena arrivata

Il 1° giugno 2026 la Procura di Milano ha disposto il fermo di un giovane di 21 anni con la grave accusa di terrorismo internazionale. Il provvedimento è stato eseguito nell’ambito di un’indagine coordinata dal pubblico ministero Alessandro Gobbis e dal procuratore capo Marcello Viola, dopo una serie di accertamenti condotti dagli investigatori dell’antiterrorismo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il fermo sarebbe stato deciso in via d’urgenza per prevenire un possibile rischio per la sicurezza pubblica e per evitare l’eventuale fuga del sospettato, che avrebbe già manifestato l’intenzione di recarsi all’estero nei giorni successivi.

Attività online sotto osservazione

Le indagini si sono concentrate principalmente sull’attività digitale del giovane, residente in Brianza e nato in Italia da genitori di origine marocchina. Gli investigatori avrebbero rilevato un utilizzo costante dei social network per la diffusione e condivisione di contenuti di propaganda riconducibili a organizzazioni estremiste di matrice jihadista.

Nel materiale analizzato sarebbero emersi anche messaggi in cui il 21enne esprimeva apprezzamenti per attentati terroristici e incitamenti alla violenza, elementi che hanno contribuito ad alimentare il quadro accusatorio. Particolare attenzione sarebbe stata posta su alcuni contenuti recenti ritenuti indicativi di un possibile salto di qualità nella radicalizzazione del soggetto.

Il sospetto di un’azione imminente

A determinare l’accelerazione dell’intervento sarebbe stata la comparsa, negli ultimi giorni, di messaggi considerati dagli inquirenti particolarmente allarmanti. In queste comunicazioni il giovane avrebbe lasciato intendere la volontà di compiere un’azione violenta in tempi ravvicinati.

Questo cambiamento di tono, insieme alla natura dei contenuti pubblicati, ha spinto le autorità a ritenere concreto il rischio di un’azione imminente, rendendo necessario il fermo per motivi di sicurezza.

Il tentativo di espatrio

Un ulteriore elemento emerso nel corso delle indagini riguarda un presunto viaggio programmato verso il Marocco, con partenza fissata per il 9 giugno. Secondo gli investigatori, questo spostamento avrebbe potuto rappresentare un tentativo di allontanamento dal territorio italiano in una fase delicata dell’inchiesta.

La scoperta del biglietto aereo avrebbe rafforzato l’urgenza del provvedimento, portando le autorità a intervenire prima che il giovane potesse lasciare il Paese.

Le indagini proseguono

Il 21enne si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli investigatori stanno proseguendo gli approfondimenti per ricostruire eventuali contatti, reti di riferimento e ulteriori elementi utili a chiarire la portata delle sue attività online.

L’inchiesta resta in corso e nelle prossime settimane saranno determinanti gli interrogatori e l’analisi completa del materiale sequestrato per definire con precisione il quadro accusatorio.