Colpo di Stato: ufficiali annunciano la presa del potere, sospese le elezioni
La Guinea-Bissau si trova nuovamente in una fase di grave crisi politica dopo che un gruppo di ufficiali militari ha annunciato un colpo di Stato, sospendendo il processo elettorale e annullando i risultati delle presidenziali previste per domani. L’annuncio è stato diffuso dal quartier generale dell’esercito, situato nel cuore della capitale, e ha provocato ore di forte tensione e confusione tra la popolazione.
L’annuncio e le misure adottate dai militari
Nel primo pomeriggio, i militari dell’“Alto comando militare per il ripristino dell’ordine” hanno dichiarato di aver preso il controllo del Paese “fino a nuovo avviso”. Sono state immediatamente chiuse tutte le frontiere terrestri, marittime e aeree, e sono stati sospesi tutti i programmi radiotelevisivi. La decisione di sospendere il processo elettorale e di annullare i risultati delle presidenziali, attesi entro 24 ore, ha alimentato ulteriori incertezze e preoccupazioni tra la popolazione e la comunità internazionale.
Il messaggio ufficiale, letto nel quartier generale dell’esercito e diffuso da Radio France Internationale, ha invitato i cittadini a “mantenere la calma”, mentre unità della guardia presidenziale presidiano le principali vie di accesso al palazzo presidenziale, dove si sono verificati spari e momenti di tensione nelle prime ore del mattino.
Arresti e leadership sotto controllo
Tra le persone arrestate figurano il presidente Umaro Sissoco Embaló, il capo di Stato Maggiore Biague Na Ntan, il vice capo Mamadou Touré e il ministro dell’Interno Botché Candé. Embaló, che ha dichiarato di non aver subito violenze, ha accusato il comandante delle forze di terra di aver organizzato il golpe. La situazione si presenta come un colpo di mano che mette in crisi la fragile stabilità politica del Paese.
Un contesto di instabilità e tensioni elettorali
Il golpe si verifica a soli tre giorni dalle elezioni presidenziali e legislative, caratterizzate da forte incertezza. Entrambi i principali contendenti, Embaló e l’oppositore Fernando Dias da Costa, avevano rivendicato la vittoria, con Embaló che aveva anticipato di aver ottenuto il 65% delle preferenze. La decisione della Corte Suprema di escludere dal voto il principale partito di opposizione, il PAIGC, e il suo leader Domingos Simões Pereira, per presunte irregolarità, aveva già alimentato proteste e tensioni nel Paese.
Una lunga storia di instabilità
La Guinea-Bissau, indipendente dal Portogallo dal 1974, è da decenni uno dei Paesi più instabili dell’Africa occidentale. La nazione ha vissuto quattro colpi di Stato riusciti e numerosi tentativi falliti, con frequenti crisi tra governo e forze armate. La recente crisi elettorale si inserisce in un quadro di instabilità cronica, aggravato dalla presenza di traffici illeciti e da una fragile economia.
Reazioni e prospettive future
La popolazione di Bissau si trova tra paura e rassegnazione, con scene di fuga e confusione per le strade della capitale. Un residente ha commentato: “A Bissau ci siamo abituati”, sottolineando il senso di stanchezza e impotenza che accompagna da anni le vicende politiche del Paese.
Resta da capire se i militari intendano consolidare rapidamente il proprio potere o se, al contrario, apriranno spiragli negoziali nelle prossime ore. La comunità internazionale ha già espresso preoccupazione per l’accaduto, chiedendo il rispetto della legalità e il ritorno a un percorso democratico stabile.
Una crisi che mette alla prova la fragile democrazia della Guinea-Bissau, in attesa di sviluppi che potrebbero segnare il futuro del Paese.