Chi era davvero Giacomo Pucci, il 30enne schiacciato dalla pressa: i fiori, il ballo, il bowling, l’Azione Cattolica e la passione per il Sic

Un nuovo drammatico incidente sul lavoro riaccende l’attenzione sulla sicurezza nei contesti produttivi. Un operaio di 30 anni, Giacomo Pucci, residente nella provincia di Pescia, è morto nella mattinata di martedì mentre si trovava all’interno dell’azienda in cui lavorava da circa cinque anni ad Altopascio, nel distretto industriale lucchese.

La vicenda ha scosso profondamente la comunità locale, dove il giovane era conosciuto e stimato. Il suo profilo umano e professionale è stato ricordato da colleghi e amici come quello di una persona “solare, educata e sempre disponibile”, lasciando un vuoto profondo tra chi lo conosceva.

La vittima e il legame con il territorio

Il trentenne viveva con la famiglia in una località della zona e proveniva da un contesto radicato nel territorio, noto anche per l’attività florovivaistica avviata dal nonno e portata avanti da padre e zio. Dopo gli studi all’istituto tecnico, aveva scelto di intraprendere un percorso professionale diverso, entrando nello staff di una ditta specializzata in impianti chimici e farmaceutici.

Oltre al lavoro, era legato anche a passioni personali come il motociclismo e l’impegno nell’Azione Cattolica, elementi che contribuiscono a delineare il ricordo di una figura molto inserita nella vita sociale locale.

Le indagini della Procura

Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo. La Procura di Lucca ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima, affidata al medico legale incaricato, con accertamenti previsti nei prossimi giorni.

Parallelamente sono state avviate le verifiche tecniche per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e valutare l’eventuale presenza di criticità nei protocolli di sicurezza adottati in azienda.

Sequestri e verifiche sul luogo dell’incidente

Gli ispettori della ASL Toscana Nord Ovest sono intervenuti sul posto disponendo il sequestro dell’area interessata, insieme ai macchinari coinvolti: una pressa e un muletto utilizzati durante le operazioni lavorative.

L’azienda, che impiega circa 40 addetti, è ora al centro degli accertamenti volti a verificare la conformità delle attrezzature e delle procedure di sicurezza.

Una comunità sotto shock

Mentre proseguono le indagini, resta il dolore della comunità locale, colpita da un’altra tragedia sul lavoro che riporta al centro il tema della prevenzione e della tutela nei luoghi produttivi. Una vicenda che apre interrogativi non solo sulla dinamica dell’incidente, ma più in generale sulle condizioni di sicurezza nei contesti industriali del territorio.