Caso Fabrizio Corona: la nota ufficiale di Mediaset
La tensione che da giorni attraversa il mondo dei media italiani ha trovato una prima risposta ufficiale. Dopo il caso che ha coinvolto Alfonso Signorini e Fabrizio Corona, Mediaset ha deciso di rompere il silenzio con un comunicato stampa dai toni netti, intervenendo direttamente sullo scontro che si è acceso attorno alla nuova puntata di Falsissimo e alla battaglia giudiziaria in corso.
Nelle ultime ore, il dibattito si è allargato ben oltre i confini dei tribunali, riversandosi sui social e sulle piattaforme digitali, dove il format pubblicato su Youtube da Fabrizio Corona ha continuato a generare reazioni, polemiche e prese di posizione. È in questo contesto che Mediaset ha scelto di intervenire, chiarendo il proprio punto di vista su ciò che sta accadendo e sul significato stesso di libertà di espressione.
Signorini-Corona, la nota ufficiale di Mediaset
Nel comunicato, l’azienda sottolinea un principio che viene presentato come non negoziabile, affermando che “la libertà di espressione non è e non sarà mai libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone”. Una frase che segna il perimetro entro cui, secondo il gruppo, deve muoversi qualsiasi forma di comunicazione pubblica, soprattutto quando coinvolge persone, aziende e famiglie.
La nota entra poi nel merito dei contenuti diffusi online, sostenendo che “quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social non solo non ha nulla a che vedere con la verità ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero”. Mediaset parla apertamente di “reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento”, accusando chi le diffonde di ledere non solo la reputazione di una società quotata in Borsa, ma anche quella di singole persone, coinvolgendo “in modo vergognoso anche le loro famiglie”.
È nella seconda parte del comunicato che emerge il cuore della presa di posizione dell’azienda. Mediaset denuncia “un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana”, prendendo le distanze da quello che viene descritto come un sistema che non informa e non denuncia, ma che punta a “monetizzare e lucrare attraverso l’insulto”.
La chiusura del testo assume i toni di un avvertimento e di un impegno formale. Mediaset ribadisce di respingere “con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento” e conferma la volontà di tutelare persone, artisti, professionisti e l’intera azienda “in ogni sede competente”, dichiarando guerra a “ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola”.
Una presa di posizione che arriva in un momento delicato e che rischia di segnare un punto di svolta nello scontro tra Mediaset, Fabrizio Corona e Alfonso Signorini, con il caso Falsissimo destinato a continuare a far discutere anche nelle aule di giustizia.


