Carlo Acutis, l’annuncio nel giorno della beatificazione

Siamo arrivati al grande giorno per Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati, i due giovani deceduti che nella giornata del 7 settembre saranno proclamati Santi da Papa Leone XIV. La loro canonizzazione era stata bloccata dopo il decesso di Papa Francesco.

I due quindi diveranno Santi. Si tratta della prima canonizzazione che viene eseguita da Papa Prevost che in questo periodo ha molto lavorato per far sì che si arrivasse appunto a stabilire una data per la canonizzazione di Carlo e Piergiorgio.

La cerimonia promette tantissime persone incollate al teleschermo e che giungeranno appunto in Piazza San Pietro per assistere alla Santa messa in cui verranno proclamati Santi i due. Per le famiglie è sicuramente una grande emozione che arriva dopo un percorso non facile.

Essere Santi della Chiesa è qualcosa che non tutti hanno il privilegio di avere. Ci sono delle persone che in vita hanno mostrato infatti delle qualità incredibili grandissime qualità che non tutti noi abbiamo. Si tratta anche di facoltà molto importanti come ad esempio la possibilità di fare miracoli.

Su questo la Chiesa come ben sappiamo ci va sempre molto cauta e su un caso indaga sempre a 360 gradi. Moltissimi miracoli o apparizioni sono risultati infatti falsi e per questo la Chiesa mette in guardia da falsi e ciarlatani che ci possono essere in giro.

La canonizzazione di Carlo Acutis e Piergiorgio Frassati arriva dopo un lunghissimo iter portato avanti dalla Chiesa e dagli organi deputati appunto alle Cause dei Santi.

Carlo Acutis assieme a Piergiorgio Frassati ha lasciato un grande segno. In particolare Carlo è il primo santo “millenial”. Egli infatti era molto attivo sui social dove raccontava la sua patologia, una leucemia mieloide acuta che lo ha portato al decesso.

Carlo era molto legato alla Chiesa e un fedele devotissimo stesse qualità che aveva Frassati. I due hanno fatto sempre molto per il prossimo aiutando i più sfortunati. Nonostante la sua condizione Carlo è stato vicino alla gente che aveva bisogno anche alle persone che avevano gravi problemi di salute.

A Carlo sono stati infatti riconosciuti diversi miracoli. “Non era un credente militante, che faceva proselitismo” – afferma proprio in queste ore alla stampa nazionale il direttore spirituale, don Ilio Carrai. Ricevette la Comunione in anticipo proprio dal direttore spirituale che lo ricorda con molto affetto.

Carlo inoltre utilizzava i soldi della paghetta settimanale non per andare a divertirsi con gli amici ma per comprare sacchi, cibo e quanto altro serviva per i poveri a cui destinava appunto tali prodotti. “Ciò che veramente ci renderà belli agli occhi di Dio sarà solo il modo in cui lo avremo amato e come avremo amato i nostri fratelli” – questo scriveva Carlo nelle sue missive che ad oggi vengono conservate con molta cura.

Frassati era invece un giovane studente di Torino che ha fatto dell’aiuto al prossimo la sua ragione di vita anche a lui sono attribuiti diversi miracoli.