Carabinieri deceduti nella deflagrazione, i 3 fratelli rompono il silenzio: ecco perché l’hanno fatto 

Quello che è successo a Verona sta destando davvero molto scalpore in quanto come si sa tre carabinieri che erano in servizio sono deceduti a causa di una deflagrazione potentissima che ha fatto crollare un intero stabile, una casa di due piani.

La piccola palazzina ospitava diverse persone e i militari deceduti assieme agli altri colleghi erano intervenuti per eseguire un ordine di sfratto. Una operazione di routine che però si è trasformato in una dramma davvero assurdo in quanto una persona si è fatta saltare in aria.

Questo ha provocato una deflgrazione appunto che ha colpito in pieno i tre carabinieri che sono deceduti a causa delle gravissime ustioni riportate. Due di lor sono stati fermati, mentre un terzo ha tentato la fuga mami carabinieri si sono messi subito sulle sue tracce.

Da quanto appreso l’operazione in questione aveva richiesto l’intervento di squadre speciali che erano intervenute sul posto per dare man forte ai colleghi la situazione è stata seguita anche dalla stessa amministrazione comunale di Castel D’Azzano località in cui si è verificato il gravissimo caso di cronaca.

Qualcosa di davvero molto particolare e inaspettato che sta facendo discutere tutto il nostro Paese. Nessuno si aspettava che proprio uno di loro potesse prendere una decisione così assurda.

Nella prossima pagina vediamo come mai i tre fratelli hanno deciso di agire in questa maniera, ci sono infatti delle novità sul caso in questione che sta interessando il nostro Paese. Castel D’Azzano attualmente è una cittadina dove vi è molto sconcerto dopo quanto accaduto. Tre…

Castel D’Azzano attualmente è una cittadina dove vi è molto sconcerto dopo quanto accaduto. Tre carabinieri che hanno perso la vita appunto durante una operazione che avrebbe dovuto essere quasi di routine e che invece si è trasformata in un caso gravissimo.

Secondo quanto riferito da Repubblica, i tre fratelli si chiamano Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi. Si tratterebbe di agricoltori e allevatori con problemi finanziari e ipotecari, già noti alle forze dell’ordine per essersi rifiutati di lasciare il casolare utilizzando lo stesso metodo.

A ottobre e novembre del 2024 sempre durante una richiesta di esecuzione di uno sfratto aveva risposto ai militati utilizzando lo stesso metodo ovvero aprendo una bombola di gase tentando di far saltare in aria lo stabile. Questa volta le conseguenze sono state purtroppo però ben peggiori.

Maria Luisa e Dino Ramponi hanno riportato delle ustioni e sono stati subito fermati, mentre Franco dopo essere scappato tentando di far perdere le proprie tracce è stato rintracciato. Tutti e tre adesso sono in stato di fermo come detto ad azionale la deflagrazione sarebbe stata la sorella di questi ultimi.

“Erano diversi i provvedimenti giudiziari che stavamo seguendo. Nell’accedere all’abitazione ci siamo trovati davanti a un gesto di assoluta follia, perché è stata innescata una bombola a gas e la deflagrazione ha colpito in pieno i nostri militari” – ha spiegato il comandante provincialee dei Carabinieri Claudio Papagno.

I tre avrebbero agito in sostanza in quanto non potendosi permettere un altro immobile dove abitare, sarebbero voluti rimanere nello stabile in questione. Da qui il folle gesto costato la vita ai tre carabinieri.