Bordighera, autopsia piccola Beatrice: il risultato. Cosa le hanno trovato
Proseguono le indagini sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita nella sua abitazione di Perinaldo, in provincia di Imperia. Mentre la Procura continua a ricostruire le ultime ore di vita della minore, dagli accertamenti medico-legali emergono nuovi elementi che potrebbero assumere un ruolo centrale nell’inchiesta.
Secondo le prime risultanze dell’autopsia e degli esami tossicologici, oltre alla causa del decesso individuata in una massiccia emorragia cerebrale, sarebbero state rilevate tracce di nicotina nei polmoni della bambina. Gli esperti incaricati degli accertamenti ritengono che tali riscontri possano essere compatibili con un’aspirazione diretta e non con una semplice esposizione al fumo passivo. Si tratta di un’ipotesi investigativa che dovrà essere ulteriormente verificata nel corso delle indagini.
Il video acquisito dagli investigatori
Tra il materiale al vaglio della Procura vi sarebbe anche un video, già acquisito dagli investigatori, nel quale la bambina sarebbe stata costretta a fumare una sigaretta artigianale, presumibilmente contenente hashish o marijuana. Anche questo elemento è oggetto di approfondimenti e sarà valutato insieme agli altri riscontri raccolti nel corso dell’inchiesta.
La causa della morte
La consulenza medico-legale, disposta dalla Procura di Imperia e affidata al professor Francesco Ventura, avrebbe individuato come causa del decesso una violenta emorragia cerebrale provocata da un trauma di particolare intensità alla testa.
Secondo quanto trapela dagli accertamenti, i sanitari ritengono inoltre che un intervento medico tempestivo avrebbe potuto aumentare le possibilità di sopravvivenza della bambina. Le lesioni riscontrate sarebbero compatibili con un evento verificatosi nelle 48 ore precedenti alla morte.
In quel periodo, secondo la ricostruzione degli investigatori, Beatrice si trovava nell’abitazione di Perinaldo insieme alla madre, Manuela Aiello, alle due sorelle maggiori e al compagno della donna, Emanuel Iannuzzi.
Le altre lesioni e il quadro clinico
Gli accertamenti medico-legali avrebbero inoltre evidenziato ulteriori emorragie a livello intestinale e renale, oltre a un grave stato di malnutrizione.
Secondo i consulenti, la bambina soffriva di steatosi epatica, una condizione che potrebbe essere riconducibile a una prolungata carenza nutrizionale, in particolare di proteine, iniziata diversi mesi prima del decesso. Anche questo aspetto sarà oggetto delle valutazioni della magistratura.
Le testimonianze raccolte
Nel corso delle indagini sono state raccolte diverse testimonianze che descrivono il contesto familiare in cui viveva la bambina.
Alcune persone che avrebbero frequentato l’abitazione hanno riferito agli investigatori che, già nei giorni precedenti alla tragedia, Beatrice presentava un evidente livido tra la mascella e il collo e manifestava segni di dolore.
Secondo quanto emerso, sarebbe stato suggerito di accompagnare immediatamente la piccola al pronto soccorso, ma tale indicazione non sarebbe stata seguita. Anche queste circostanze sono ora al vaglio degli inquirenti e dovranno essere accertate nel corso dell’inchiesta.
Attesa per la relazione definitiva
La relazione conclusiva del professor Francesco Ventura è attesa entro il 16 luglio e rappresenterà un passaggio fondamentale per chiarire con precisione le cause della morte e ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al decesso della bambina.
L’inchiesta della Procura di Imperia prosegue con l’obiettivo di verificare tutte le responsabilità e accertare ogni aspetto della vicenda, alla luce dei nuovi elementi emersi dagli esami medico-legali e dalle testimonianze raccolte.