“Boom di casi in Italia, ospedali pieni”. L’allarme di Bassetti: “Sintomi e cure, cosa dovete fare”

 La situazione negli ospedali italiani si fa sempre più critica a causa dell’aumento dei casi di polmonite, una malattia che, nonostante la sua diffusione nota, continua a rappresentare una delle principali cause di ricovero e mortalità nel nostro Paese. A lanciare l’allarme è Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, che in un’intervista al Messaggero ha evidenziato come le strutture sanitarie siano già sotto pressione a causa dell’afflusso di pazienti affetti da questa patologia.

Una malattia complessa e sottovalutata

Bassetti sottolinea che molti dei casi attuali sono particolarmente complessi e richiedono competenze specifiche per una corretta diagnosi e gestione clinica. «Bisogna saper distinguere bene tra una polmonite virale e una batterica, perché la terapia è molto diversa», afferma il medico. La distinzione è fondamentale per evitare trattamenti inappropriati e per garantire un recupero efficace.

Dati e impatto sulla salute pubblica

Ogni anno in Italia si registrano almeno 150.000 ricoveri e circa 9.000 decessi legati alla polmonite, dati che confermano la gravità di questa patologia spesso sottovalutata. Claudio Micheletto, presidente dell’Associazione nazionale pneumologi ospedalieri (Aipo), ricorda come la polmonite rappresenti una delle principali cause di ospedalizzazione e di mortalità, con complicanze frequenti soprattutto tra anziani, bambini e pazienti con patologie croniche.

Le forme più insidiose e i recenti casi di rilievo

Negli ultimi mesi, alcuni episodi hanno portato l’attenzione sulla forma interstiziale della malattia, più insidiosa e difficile da trattare. Tra questi, la morte del maestro Peppe Vessicchio e il ricovero dell’allenatore del Bologna Vincenzo Italiano, che hanno riacceso il dibattito sulla prevenzione e sulla diagnosi tempestiva.

Cause e sintomi della polmonite

La polmonite può essere causata da diversi agenti patogeni. Lo pneumococco, batterio più comune, è prevenibile con un vaccino efficace. Le forme interstiziali, invece, sono spesso virali, come nel caso del Covid-19, o dovute a batteri intracellulari come micoplasma, clamidia o legionella.

I sintomi più riconoscibili includono tosse, febbre e difficoltà respiratoria. Nei casi più gravi, può insorgere insufficienza respiratoria, con desaturazione dell’ossigeno nel sangue, dolore toracico e senso di affaticamento.

L’importanza della diagnosi e della terapia personalizzata

Per distinguere tra una polmonite virale e batterica, è fondamentale effettuare un tampone diagnostico. La gestione dei sintomi può prevedere l’uso di cortisone o altri farmaci antinfiammatori, ma la terapia deve essere sempre personalizzata in base al patogeno responsabile. Bassetti raccomanda di evitare cure fai-da-te: «Chi manifesta sintomi compatibili con la polmonite deve rivolgersi subito al medico, fare radiografie o TAC e seguire un percorso diagnostico accurato».

Prevenzione e vaccinazioni: la chiave per ridurre i casi

Il medico genovese ricorda che molte polmoniti si possono prevenire attraverso la vaccinazione e la diagnosi precoce. Le polmoniti batteriche, ad esempio, richiedono un trattamento antibiotico di almeno una settimana, mentre quelle virali vengono gestite con antivirali specifici come oseltamivir per l’influenza o remdesivir per il Covid-19.

Un appello alla prudenza e alla responsabilità

Bassetti conclude sottolineando l’importanza di una corretta prevenzione e di un’attenzione ai sintomi, per ridurre il numero di ricoveri e salvare vite umane. «Solo con diagnosi tempestive, terapie adeguate e vaccinazioni possiamo affrontare questa minaccia crescente e alleggerire il peso sugli ospedali italiani».