“Boom di casi, come negli anni ’70”. Bambini in quarantena e picco anche tra gli adulti
Gli Stati Uniti stanno affrontando una delle più gravi ondate di morbillo degli ultimi 25 anni. Dall’inizio del 2025, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) hanno segnalato 1.563 casi, un dato che supera di gran lunga le statistiche degli ultimi decenni e che rappresenta il più alto numero di contagi dal 2000 a oggi. La situazione si è aggravata dopo il focolaio registrato in Texas durante l’estate, che ha causato anche diversi decessi, alimentando il timore di una diffusione incontrollata.
Epidemie in più Stati e scuole in quarantena
La mappa dei contagi diffusa dai CDC evidenzia un’epidemia in espansione in più Stati. In Ohio si registra un aumento preoccupante dei casi, mentre in Minnesota si osserva un incremento significativo. La situazione più critica si registra in Carolina del Sud, dove oltre 150 bambini non vaccinati sono stati messi in quarantena per contenere la diffusione del virus. Secondo i media americani, questa sarebbe già la terza grande epidemia del 2025, considerando che negli Stati Uniti, dal 2000 ad oggi, si sono verificate soltanto dieci epidemie con più di 50 casi.
L’emergenza riguarda anche il confine tra Arizona e Utah, dove le autorità sanitarie stanno adottando misure di contenimento come l’isolamento dei pazienti e il potenziamento delle campagne di vaccinazione per arginare la diffusione del morbillo.
Vaccini in calo e rischio di diffusione
Uno dei principali fattori che alimentano questa recrudescenza è il calo della copertura vaccinale. Secondo gli ultimi dati ufficiali, la copertura con il vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia) si è attestata al 92,5%, ben al di sotto della soglia del 95% considerata necessaria per garantire l’immunità di gregge e prevenire la diffusione del virus. È il quinto anno consecutivo che gli Stati Uniti registrano una copertura sotto questa soglia, aumentando il rischio di epidemie.
L’esperto Matteo Bassetti: “Un ritorno indietro”
A lanciare l’allarme è anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che su X (ex Twitter) ha commentato la situazione: «Mentre il presidente degli USA si vaccina per tutto, scoppia un nuovo focolaio di morbillo in America. Almeno 153 studenti di due scuole della Carolina del Sud sono in quarantena per 21 giorni a causa dell’esposizione al morbillo». Bassetti ha sottolineato come gli studenti in quarantena non fossero vaccinati, evidenziando che «gli Stati Uniti sembrano tornati indietro negli anni ‘70, quando l’unico modo per interrompere il contagio era la quarantena. Il morbillo è una malattia devastante che può lasciare conseguenze gravi nei bambini. È come se il mondo stesse facendo un passo indietro».
Il ritorno del morbillo rappresenta un campanello d’allarme sulla necessità di rafforzare le campagne di vaccinazione e di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione, per evitare che questa malattia, ormai sotto controllo in molte parti del mondo, torni a mietere vittime e a mettere in crisi i sistemi sanitari.