Bonelli attacca Meloni: “Ecco perché deve vergognarsi!” E sul nucleare…

Il leader di Alleanza Verdi-Sinistra Angelo Bonelli torna all’attacco del governo guidato da Giorgia Meloni, intrecciando due fronti distinti ma politicamente sensibili: la vicenda internazionale che coinvolge Francesca Albanese e la strategia energetica italiana sul nucleare.
Le sue dichiarazioni arrivano dopo la decisione del giudice federale di Washington di sospendere le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump nei confronti di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati.
Il caso Albanese e le accuse al governo
Per Bonelli la sospensione delle sanzioni rappresenta una “bellissima notizia”, ma allo stesso tempo evidenzia, a suo dire, le responsabilità del governo italiano.
Il leader di Avs accusa infatti Palazzo Chigi di non aver preso posizione in difesa di una cittadina italiana impegnata in un incarico internazionale per conto delle Nazioni Unite, sostenendo che l’esecutivo sarebbe rimasto sostanzialmente immobile di fronte alla vicenda.
Secondo Bonelli, le sanzioni contro Albanese avrebbero rappresentato un “atto gravissimo”, perché colpivano una funzionaria Onu che ha denunciato le violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza e chiesto il rispetto del diritto internazionale.
Da qui l’attacco politico diretto alla premier e al ministro degli Esteri: “Meloni e Tajani dovrebbero chiedere scusa a Francesca Albanese e al Paese”, ha dichiarato, sottolineando come altri governi europei, a partire dalla Spagna, avrebbero mostrato maggiore determinazione nel sostegno alla relatrice speciale.
Bonelli ha inoltre denunciato quello che definisce un allineamento del governo italiano alle posizioni di Donald Trump e Benjamin Netanyahu, parlando di “vergogna” e di una gestione diplomatica insufficiente sul piano dei diritti internazionali.
Il fronte energetico: “Il nucleare è una truffa”
Il leader di Avs ha poi ampliato la critica all’esecutivo concentrandosi sul tema del nucleare, oggetto di discussione nelle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera.
Bonelli ha definito la linea del governo “una truffa” e “una grande presa in giro”, accusando la maggioranza di non avere una strategia energetica chiara e di voler deviare risorse dagli investimenti sulle energie rinnovabili.
Al centro delle polemiche anche la bocciatura di un emendamento presentato da Alleanza Verdi-Sinistra che proponeva di limitare esplicitamente l’eventuale utilizzo del nucleare ai soli scopi civili. Una scelta che, secondo Bonelli, solleverebbe interrogativi sulle reali intenzioni del governo in materia energetica.
“Qual è la ragione di questa scelta? Giorgia Meloni dovrebbe spiegare perché non si è voluto chiarire che il nucleare dovrà avere soltanto finalità civili”, ha affermato il deputato.
Il nodo dei costi e la contrapposizione con le rinnovabili
Nel suo intervento Bonelli ha anche contestato la sostenibilità economica del ritorno al nucleare in Italia, citando i costi medi dell’energia atomica in Europa rispetto a quelli delle fonti rinnovabili.
Secondo il leader ambientalista, il nucleare avrebbe un costo medio significativamente più alto rispetto a solare ed eolico e richiederebbe investimenti pubblici enormi, oltre a tempi di realizzazione molto lunghi.
“Oggi il costo medio del nucleare in Europa è di circa 170 euro al megawattora, mentre le rinnovabili si aggirano intorno ai 60 euro”, ha spiegato, sottolineando come l’Italia dovrebbe affrontare spese ingenti per ricostruire un settore abbandonato da decenni.
“Rischio energia più cara per famiglie e imprese”
Bonelli ha infine accusato il governo di compiere scelte che potrebbero avere ricadute dirette sui cittadini, aumentando il costo dell’energia per famiglie e imprese.
“Ci dicano dove troveranno i soldi”, ha dichiarato, sostenendo che puntare sul nucleare significherebbe sottrarre risorse allo sviluppo immediato delle rinnovabili, considerate dal leader di Avs la soluzione più rapida ed economica.
Il confronto politico sul tema energetico e sulla politica estera si conferma quindi sempre più acceso, con Alleanza Verdi-Sinistra che continua a collocarsi su una linea di forte opposizione alle scelte del governo Meloni.