Boldrini sempre più delirante, ora chiede 150mila euro di danni a Salvini: “Io vittima di campagna d’odio”


Laura Boldrini torna alla carica e ancora una volta ad essere preso di mira è Matteo Salvini. Di cosa sarebbe colpevole il leader del Carroccio? Di diffamazione. Questo, almeno, quanto sostenuto dalla ex presidente della Camera, che non ha mai mancato di procedere per vie legali ogni qualvolta si è considerata oggetto di attacchi.

Nel corso di un’intervista concessa a Il Corriere, la Boldrini si è lamentata ancora una volta del fatto di sentirsi al centro di una vera e propria campagna d’odio. Da qui la decisione di avviare una causa civile per richiedere un risarcimento danni. Si parla di 150mila euro chiesti all’ex ministro dell’Interno, per “una massiccia strumentalizzazione della mia persona attraverso una campagna d’odio che non ha precedenti. Massiccia e duratura, e dai toni virulenti”.

Ma quali sarebbero stati gli attacchi subiti da Laura Boldrini? La rappresentante del Partito democratico parla di accuse pesantissime da parte della Lega, che avrebbe associato il suo nome ai crimini commessi dai migranti. “Come se io avessi la responsabilità di quelle azioni delinquenziali”, spiega al Corriere la politica. Con dovizia di particolari, l’ex presidente della Camera ricostruisce l’intero storico degli strali lanciati dal leader del Carroccio nei suoi confronti. Di parte dal 2013, quando “la Lega era un partito in frantumi, era al 4%, e Salvini per risollevarne le sorti decise di scagliarsi contro i migranti e aveva anche bisogno di un capro espiatorio politico”. E sarebbe stata lei, Laura Boldrini, ad essere stata scelta per ricoprire tale ruolo. “Avevo lavorato 15 anni all’Unhcr, l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati”, ricorda la dem. “Quindi Salvini e la Lega inventano una narrazione distorta del mio pensiero sull’immigrazione. Sostengono che io volevo l’invasione degli immigrati, la sostituzione etnica, un’immigrazione indiscriminata. Poi arrivano alla sintesi con uno slogan che non ha mai smesso di perseguitarmi”. Inaccettabile per lei anche il termine, ormai divenuto noto, “risorse boldriniane”, spesso utilizzato dal Carroccio.

Poi i terribili omicidi di Pamela Mastropietro e Desirée Mariottini, entrambe barbaramente massacrate da cittadini stranieri. Boldrini sostiene di essere divenuta vittima di “una macchina dell’odio così potente e persuasiva che l’ingegnere che ho incaricato per acquisire e analizzare i post sui social ha detto di non aver mai visto nulla di simile”. L’ex presidente della Camera racconta di aver cominciato a denunciare i suoi odiatori dal 2018, e di essere adesso giunta alla conclusione di procedere per vie legali anche contro Matteo Salvini, in quanto “la campagna non finisce mai”. Ultimo episodio quello avvenuto alcuni giorni fa alla Camera, quando in Aula era in atto una discussione sul decreto immigrazione. Ad un certo punto il deputato Daniele Belotti (Lega), avrebbe pronunciato la parola “boldrinata“, e tanto è bastato per scatenare la reazione della diretta interessata. “A questo punto ho detto basta”, racconta al Corriere la Boldrini.

Sulla questione è intervenuto il rappresentante del Carroccio Giulio Centemero, che ad Affaritaliani ha commentato: “Proprio la priorità del Paese, in questo momento!! Sarebbero gli italiani a dover chiedere i danni alla Boldrini”. In serata è poi arrivata la risposta di Matteo Salvini su Twitter: “Caffè pomeridiano in onore della signora Boldrini, che mi chiede 150.000 euro di danni (!) per non si sa bene cosa. Alla salute di chi ci vuole male”, ha cinguettato il leader della Lega, postando una foto che lo ritrae con in mano una tazzina di caffè.