BIMBO SBRANATO, IL VETERINARIO RIVELA: “MAI VISTO NIENTE DEL GENERE..”

In queste ore sta destando molta apprensione il caso del bambino sbranato da due pittbull a Eboli, in Campania. L’episodio non è l’unico che si è verificato dall’inizio dell’anno nel nostro Paese, così come negli anni precedenti.

Si è trattato di un caso davvero molto particolare che ha destato sgomento in tutta la cittadina campana. Nessuno si sarebbe aspettato che i due animali di famiglia si sarebbero avventati contro il bambino. Che cosa sia scattato nella testa dei molossi resta ancora tutto da chiarire.

L’accaduto non sta facendo altro che generare un intenso dibattito attorno alla necessità di tenere in casa animali tanto pericolosi. C’è ovviamente chi è contrario a tenere con sè questi molossi che possono essere imprevedibili, dall’altro lato c’è chi sostiene che i cani abbiano bisogno appunto di educazione, come le persone.

I pittbull al contrario di quanto si possa pensare sono molto protettivi specie con i bambini. Eppure questa volta è successo l’irreparabile e per questo si vuole capire che cosa abbia fatto reagiare in quella maniera gli animali.

L’ennesimo caso di cronaca provocato da due cani sta destando un intenso dibattito anche tra le istituzioni. In questi mesi le pagine dei giornali nazionali hanno riportato diversi episodi del genere in cui alcune persone, sia bambini che adulti hanno perso la vita a causa di animali domestici.

Quanto accaduto a Eboli ha smosso le coscienze anche della popolazione locale che ha chiesto a gran voce la soppressione dei due animali. La gente ha paura insomma che questi cani possano provocare un altro episodio simile.

“Non ci facciamo prendere dalla frenesia, i cani non verranno soppressi” – queste le parole di Luigi Morena, responsabile del servizio veterinario dell’ASL di Salerno che si è recato sul posto subito dopo l’accaduto.

“I due pitbull sono stati trasferiti al canile di Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta. Nei prossimi giorni saranno sottoposti a una serie di analisi veterinarie”– così ha dichiarato inoltre Morena, il quale ha poi spiegato che i due cani saranno sottoposti all’analisi medica per capire se fossero affetti magari dal virus della rabbia.

Particolare il racconto che lo stesso veterinario ha fatto alla stampa nazionale. “I cani dopo aver tolto la vita al bambino erano particolarmente aggressivi e inavvicinabili. Abbiamo avuto difficoltà anche noi a portarli via” – così ha raccontato Morena.

“Quando siamo arrivati i cani erano stati chiusi in una stanza abbaiavano e non si facevano avvicinare. L’accalappiatore dell’Asl è riuscito a metterli in gabbia grazie all’aiuto dei familiari del bimbo” – questo il racconto di Morena che ha precisato di non voler entrare nel merito delle indagini.

Il veterinario ha spiegato inoltre che con molta probabilità i cani non avevano mai visto il bambino in quanto questo genere di cani non si avventa mai sulle persone che conosce. Nel frattempo proseguono le indagini della Procura che mirano a capire se ci siano ulteriori responsabilità, anche il veterinario è dell’avviso che i cani bisogna saperli tenere.