Bimbo di 3 anni muore dopo l’operazione al cuore: aperta inchiesta a Messina
Taormina (ME) – Un nuovo caso drammatico scuote l’Italia dopo la recente tragedia del piccolo Domenico a Napoli: la Procura di Messina ha aperto un’inchiesta sulla morte di un bambino di 3 anni, deceduto il 17 febbraio 2026 nel reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale San Vincenzo di Taormina dopo un lungo periodo di ricovero di circa dieci mesi.
L’inchiesta e gli indagati
Secondo l’agenzia di stampa ANSA, la Procura ha iscritto nel registro degli indagati oltre 15 sanitari che, a vario titolo, hanno operato o seguito il piccolo durante i mesi di degenza. L’iscrizione degli avvisi di garanzia è stata definita come un atto funzionale agli accertamenti ritenuti necessari dall’autorità giudiziaria, inclusa l’esecuzione dell’autopsia per chiarire le cause esatte del decesso.
La famiglia, assistita dall’avvocato Antonio Cozza del foro di Perugia, aveva presentato un esposto per ottenere trasparenza sulle cure mediche prestate e sulle eventuali responsabilità. Nei prossimi giorni i consulenti tecnici del pubblico ministero dovrebbero eseguire gli esami autoptici.
Ricovero e condizioni cliniche
Il bambino era stato ricoverato il 1° aprile 2025 all’ospedale di Catania con sintomi di scompenso cardiorespiratorio, associati a una cardiopatia congenita con insufficienza mitralica e successiva miocardite. Vista la complessità del quadro clinico, i medici decisero il trasferimento al reparto di cardiochirurgia di Taormina, dove il piccolo venne operato il 2 aprile 2025.
Nonostante l’intervento chirurgico, secondo quanto riferito dalle fonti, le condizioni del bambino non sarebbero mai migliorate in modo significativo, rendendo necessario un ricovero prolungato fino alla data della sua morte.
Accertamenti in corso
La Procura, che ha aperto il fascicolo con ipotesi di reato collegate a eventuali errori o ritardi nel percorso diagnostico-terapeutico, sta valutando ogni aspetto del caso. L’autopsia sarà fondamentale per stabilire se il decesso sia stato causato esclusivamente dalla gravità della malattia iniziale o se vi siano state negligenze o responsabilità sanitarie.
La vicenda ha riportato l’attenzione sulla qualità delle cure pediatriche e sulle procedure in caso di patologie cardiache complesse, con la famiglia alla ricerca di risposte chiare e giustizia per il piccolo.