Bibbiano, il paradosso del Pd: guida le indagini sugli affidi

Il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna istituisce una commissione d’inchiesta sullo scandalo degli affidamenti illeciti di minori e si autoassegna la presidenza.

A dirigere la commissione d’inchiesta regionale sarà, infatti, il consigliere dem Giuseppe Boschini affiancato, in vicepresidenza, da Igor Taruffi (Sinistra Italiana) e Raffaella Sensoli, esponente del Movimento 5 Stelle. “Una situazione talmente paradossale che farebbe quasi ridere, se di mezzo non ci fosse il dramma di tante famiglie”, ha commentato la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un post sulla sua pagina Facebook.

Non c’è spazio per il centrodestra che, per primo, dopo che scoppiò lo scandalo sugli affidi, chiese ufficialmente che fosse istituita una commissione d’inchiesta per fare chiarezza sulla vicenda. Ma niente di fatto. A dirigere il lavoro sarà solo la maggioranza targata Pd. Lo stesso Pd di cui fa parte Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano finito agli arresti domiciliari dopo l’inchiesta della Procura di Reggio Emilia, ma anche Paolo Colli e Paolo Burani, ex sindaci di due comuni del reggiano Montecchio e Cavriago, ora indagati per abuso d’ufficio.

Per l’opposizione, il posto tra i “dirigenti” è occupato dal Movimento 5 Stelle. Lo stesso partito di cui fa parte Rossella Ognibene. Avvocato, consigliere regionale e ex candidata sindaco di Reggio Emilia. Fu proprio lei, dopo che scoppiò il caso Bibbiano, a rinunciare a ogni ruolo istituzionale per difendere Federica Anghinolfi, la dirigente dei servizi sociali della Val d’Enza coinvolta nello scandalo, ora agli arresti domiciliari. E sempre lei, la grillina della prima ora, ad avere avuto rapporti anche con un altro degli indagati: Marco Scarpati, avvocato coinvolto nel giro di affari illecito. Proprio con lui, la Ognibene, ha diviso lo studio legale. I due sono associati.

“Una vera e propria presa in giro” secondo il consigliere regionale di Forza Italia Andrea Galli che, per protesta, ha deciso di astenersi dal voto in commissione. E spiega: “È ridicolo che la commissione d’inchiesta non sia presieduta dall’opposizione. Adesso è il Partito Democratico che controlla cosa fa lo stesso Partito Democratico. Non è accettabile. Saranno loro a decidere cosa fare, quali porte aprire e quali scrigni lasciare chiusi. Mi sembra evidente che siamo di fronte all’ennesima beffa”.

A decidere di aderire al voto è stata, invece, Roberta Mori, presidente dem della Commissione Parità della Regione Emilia-Romagna. È a lei che Federica l’Anghinolfi e il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, nel 2015, presentarono il Modello Val d’Enza. Modello che, al tempo, la Mori sponsorizzava con fierezza attraverso eventi e convegni.

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