Benzina, Giorgietti lancia l’allarme: “Può arrivare anche a a tre euro”
Roma – La minaccia di un’escalation dei prezzi del carburante e l’aggravarsi della crisi energetica rappresentano un allarme crescente per l’Italia, mentre il governo si trova a dover affrontare un quadro economico e geopolitico sempre più complesso. La recente dichiarazione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, secondo cui “se la guerra continua, rischiamo la benzina a 3 euro al litro”, ha scosso le istituzioni e riacceso i riflettori sulla difficile situazione del settore energetico nazionale.
Il vertice a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani ha messo in evidenza la situazione critica dei conti pubblici. Giorgetti ha spiegato che le risorse disponibili per sostenere famiglie e imprese contro il caro energia sono ormai esaurite, e che il decreto di sostegno previsto potrebbe rappresentare l’ultimo senza nuove coperture. Attualmente, si sta lavorando alla proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al primo maggio, una misura dal valore di circa 500 milioni di euro che permette di mantenere uno sconto di 24,4 centesimi al litro su benzina e diesel. Tuttavia, questa iniziativa pesa sempre di più sui conti statali, spingendo il governo a cercare nuove risorse attraverso tagli di spesa e blocchi di alcune entrate, come l’extragettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi e il blocco delle aste di emissioni di CO2.

Nonostante gli sforzi, la pressione economica si fa sentire anche sul fronte delle bollette. Secondo le ultime comunicazioni di ARERA, le tariffe del gas sono aumentate del 19,2%, colpendo in modo particolare le fasce più vulnerabili della popolazione e rendendo insufficienti gli aiuti già varati nei mesi scorsi.
Sul fronte internazionale, il timore di una crisi di approvvigionamento si fa più forte. La guerra tra Stati Uniti e Iran e il rischio di disordini nello Stretto di Hormuz – punto di transito di una quota significativa del petrolio mondiale – minacciano le forniture energetiche globali, con conseguenze dirette sull’Europa e sull’Italia. La situazione si complica ulteriormente con il settore aereo, che rischia di subire pesanti ripercussioni: la petroliera “Rong Lin Wan”, carica di cherosene, è attesa in Europa il 9 aprile, ma senza nuove forniture il continente potrebbe trovarsi con circa metà del carburante disponibile entro poche settimane. Un possibile scenario di crisi che potrebbe tradursi in restrizioni ai voli estivi e ripercussioni sul turismo e sull’economia.