Nel dettaglio, la vicenda riguarda la scomparsa della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio scorso a Bordighera, in provincia di Imperia. Nelle ultime ore la Procura ha ottenuto una nuova misura cautelare nei confronti di Manuel Iannuzzi, compagno della madre della bambina, dopo gli sviluppi emersi nel corso delle indagini.
Secondo quanto comunicato dagli inquirenti, l’accusa contestata sia a Iannuzzi sia alla madre della bambina è stata modificata in maltrattamenti aggravati dalla dipartita della minore. La Procura ritiene infatti che il decesso non sia stato il risultato di un singolo episodio, ma l’esito finale di una lunga serie di violenze e vessazioni subite nel tempo dalla piccola.
La svolta investigativa sarebbe arrivata grazie all’analisi del telefono cellulare sequestrato all’uomo. Gli investigatori avrebbero trovato fotografie e video che, secondo l’accusa, documenterebbero situazioni di grave sofferenza e danni della bambina. Questo materiale avrebbe rafforzato in maniera decisiva il quadro accusatorio già emerso attraverso le altre attività investigative.
Determinanti sarebbero state anche le risultanze dell’autopsia, le testimonianze raccolte dagli investigatori e gli accertamenti tecnici svolti dai carabinieri del RIS. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il corpo della bambina presentava numerose lesioni compatibili con un contesto di soprusi protratti nel tempo. Le nuove evidenze avrebbero inoltre consentito di ricostruire con maggiore precisione le ultime ore precedenti al decesso.
La Procura di Imperia ha spiegato che la decisione di procedere con il nuovo arresto è stata presa alla luce di un quadro indiziario ritenuto particolarmente grave e consistente. L’inchiesta prosegue per chiarire ogni responsabilità, mentre la vicenda continua a suscitare profonda emozione in tutta Italia. Beatrice e Procura di Imperia restano oggi al centro di uno dei casi di cronaca più seguiti degli ultimi mesi.


