Bambino lasciato a piedi dal bus sotto la neve a Cadore: l’azienda reintegra l’autista ma cambia ruolo
Dopo il clamore suscitato dal caso del bambino di 11 anni fatto scendere dall’autobus sotto la neve perché non in possesso del biglietto ritenuto valido per la tratta, è arrivata la decisione della compagnia di trasporti. L’autista coinvolto è stato reintegrato dall’azienda, ma non tornerà alla guida dell’autobus: gli è stata assegnata una mansione diversa.
L’episodio che fece discutere
L’episodio risale al 27 gennaio scorso, lungo la linea tra San Vito di Cadore e Vodo di Cadore (Belluno). Il bambino, dopo l’uscita da scuola, si sarebbe presentato a bordo autobus con un biglietto da 2,50 €, valido per tratte più brevi, ma secondo l’autista non sufficiente per quella particolare corsa. Di conseguenza il piccolo è stato invitato a scendere nei pressi di una fermata, costringendolo a percorrere a piedi circa sei chilometri nella neve e con temperature sotto lo zero prima di poter rientrare a casa.
La vicenda aveva suscitato subito forti proteste sui social e nella comunità locale, con l’apertura di una querela per abbandono di minore da parte della famiglia e l’avvio di accertamenti della Procura di Belluno.
La decisione dell’azienda
L’azienda di trasporti coinvolta, La Linea Spa, ha ora chiuso la vicenda sul fronte lavorativo: il conducente, Salvatore Russotto di 61 anni, è stato reintegrato ma non riprenderà il servizio come autista. Secondo quanto riportato dalle fonti, la decisione sarebbe stata presa di intesa con lo stesso dipendente, che ha accettato di proseguire l’attività con un incarico diverso.
Il direttore operativo di La Linea ha spiegato che le indagini interne non hanno evidenziato responsabilità particolarmente gravi, sebbene l’episodio abbia avuto ampio risalto mediatico e generato forte discussione pubblica.
Vicenda ancora sotto indagine
Le autorità competenti — oltre alla posizione aziendale — hanno anche avviato un procedimento penale per abbandono di minore dopo la querela presentata dalla famiglia. Il reato è procedibile d’ufficio, quindi gli sviluppi di quel fronte giudiziario resteranno da seguire nelle prossime settimane.
Contesto tariffario e polemiche
Il caso aveva inoltre messo in evidenza le criticità delle tariffe di trasporto nella zona del Cadore, dove era stato introdotto un sistema di ticket “olimpico” da 10 € valido su tutta la linea in vista delle Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, mentre molti residenti utilizzavano biglietti a tariffa chilometrica. Le polemiche e le proteste avevano portato successivamente al ripristino del titolo di viaggio standard per pendolari e studenti su quella tratta per evitare futuri casi simili.