Ballottaggi 2026, i risultati definitivi: nei capoluoghi è 3 a 3

Si chiude con un perfetto equilibrio la tornata dei ballottaggi comunali 2026 nei sei capoluoghi di provincia chiamati alle urne. Tre città vanno al centrodestra e tre al centrosinistra, un risultato che consente a entrambe le coalizioni di rivendicare il successo. Ma osservando il quadro complessivo delle amministrative emerge una realtà più articolata, nella quale il centrosinistra appare in leggero vantaggio.
Sei capoluoghi, tre vittorie per parte
Il centrodestra conquista Arezzo, Lecco e Macerata. Ad Arezzo il candidato Marcello Comanducci si impone con il 54,9% dei voti, superando Vincenzo Ceccarelli fermo al 45,1%. A Lecco arriva uno dei risultati più significativi della tornata: Filippo Boscagli riesce infatti a strappare il comune al centrosinistra battendo il sindaco uscente Mauro Gattinoni con il 51,92% dei consensi.
Conferma invece a Macerata per il sindaco uscente Sandro Parcaroli, che ottiene il 52,5% contro il 47,5% dello sfidante Gianluca Tittarelli, dopo aver mancato per pochi voti l’elezione già al primo turno.
Sul fronte opposto, il centrosinistra conquista Agrigento con Michele Sodano, riportando la città sotto la propria guida dopo l’esperienza amministrativa del centrodestra. A Chieti Giovanni Legnini viene confermato sindaco con il 52,61%, resistendo al tentativo di rimonta del candidato del centrodestra Cristiano Sicari. Vittoria di misura anche a Trani, dove Marco Galiano supera il 51% dei voti in una consultazione caratterizzata da un forte calo dell’affluenza.
Il bilancio generale premia il centrosinistra
Se il risultato dei ballottaggi nei capoluoghi è un pareggio, il conteggio complessivo dei 18 capoluoghi di provincia al voto racconta una storia diversa. Al termine della tornata amministrativa il centrosinistra porta a casa dieci sindaci, due in più rispetto agli otto uscenti, mentre il centrodestra sale da cinque a sei amministrazioni.
Un dato che alimenta la lettura positiva proposta dal Partito Democratico e dagli alleati, soprattutto considerando che la crescita del centrosinistra si è manifestata anche in territori storicamente complessi.
I numeri nei comuni sopra i 15 mila abitanti
Le elaborazioni di Youtrend sui 118 comuni superiori ai 15 mila abitanti offrono ulteriori elementi di analisi. Il centrosinistra conquista 50 amministrazioni, il centrodestra 40, mentre 28 comuni finiscono nelle mani di liste civiche o coalizioni non riconducibili ai due principali schieramenti.
Rispetto agli amministratori uscenti, entrambi i poli mantengono una sostanziale tenuta, ma il dato più rilevante è la crescita del peso delle liste civiche, che continuano a rappresentare una componente sempre più importante nelle elezioni locali.
Il caso Vigevano e il peso dell’elettorato civico
Tra i risultati più osservati figura quello di Vigevano, dove Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia e dalla lista civica Lab27029, conquista la fascia tricolore con il 57,3%.
Particolarmente interessante l’analisi dei flussi elettorali. Secondo Youtrend, il 41% degli elettori di Futuro Nazionale, formazione che al primo turno aveva raccolto il 14% dei consensi con Fulvio Suvilla, ha scelto il candidato di centrodestra al ballottaggio. Solo il 7% si è orientato verso il centrosinistra, mentre oltre la metà degli elettori ha preferito non tornare alle urne.
Sempre a Vigevano era candidato anche l’avvocato Massimo Lovati, noto alle cronache nazionali per essere il legale di Andrea Sempio nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. La sua notorietà mediatica, tuttavia, non si è tradotta in un risultato elettorale significativo.
Centrodestra in ripresa in Emilia-Romagna
Una delle soddisfazioni maggiori per il centrodestra arriva dall’Emilia-Romagna, regione tradizionalmente favorevole al centrosinistra. A Vignola, in provincia di Modena, Angelo Pasini conquista il municipio con il 63% dei voti, superando nettamente la sindaca uscente. Successo anche a Comacchio, nel Ferrarese, dove Samuele Bellotti ottiene il 57% dei consensi.
Due vittorie che consentono alla coalizione guidata da Giorgia Meloni di rivendicare una presenza crescente anche in territori considerati storicamente difficili.
Lo scontro politico tra Meloni e Schlein
Non sorprende che i risultati abbiano dato vita a interpretazioni opposte da parte dei leader nazionali.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato sui social «la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il radicamento nei territori», leggendo il voto come una conferma della tenuta del governo.
Di diverso avviso la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha evidenziato il vantaggio numerico del centrosinistra nel computo complessivo dei capoluoghi e nei comuni sopra i 15 mila abitanti, contestando la lettura proposta dalla premier.
Chi ha vinto davvero?
La risposta dipende dal punto di osservazione. Se si guarda esclusivamente ai sei capoluoghi arrivati al ballottaggio, il risultato è un pareggio perfetto. Se invece si considera l’intera tornata amministrativa, il centrosinistra può rivendicare un vantaggio numerico sia nei capoluoghi sia nel totale dei comuni più popolosi.
Il centrodestra, dal canto suo, può evidenziare alcune conquiste simbolicamente importanti e la capacità di competere in territori tradizionalmente favorevoli agli avversari. Un equilibrio che conferma come, a livello locale, il consenso politico continui a essere molto più sfumato e articolato rispetto alle dinamiche della politica nazionale.