Altro regalo dei giudici alle giovani mamme immigrate. Ecco la notizia sconvolgente!


Come ben sappiamo nel 2014 Renzi aveva dato la possibilità alle giovani mamme immigrate di ricevere il bonus bebè ma che avessero un permesso di soggiorno di lungo periodo.

Tuttavia alcune immigrate hanno fatto ricordo e i giudici stanno concedendo a tutte le mamme, anche con permesso di soggiorno breve, il bonus bebè.

Tra le tante testimonianze, vi è la storia di una giovane donna del Burkina Faso, residente a Vicenza dove il Tribunale ha obbligato l’Inps ha dargli il bonus bebè pur se residente in Italia da pochi mesi.*

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Secondo il magistrato, infatti, mettere limiti alla concessione del bonus differenziando tra straniero e straniero sarebbe “discriminatorio”. E come la signora del Burkina Faso, così stanno facendo tante altre immigrate (con relativi successi in Aula), che si appellano ad una direttiva Ue.

A Brescia e Mantova sono state emesse sentenze identiche e secondo i sindacati, che sostengono le straniere, sono in arrivo altri ricorsi. A Bergamo invece ha vinto una class action di 20 immigrati. Con quale conseguenza? Facile: i soldi per il bonus adesso non ci sono più (il governo ha sostituito gli 80 euro con un fondo da 100 milioni per le famiglie, briciole) mentre sarà necessario reperire risorse per pagarlo alle mamme straniere che hanno vinto in tribunale.

E dove non riescono i giudici nazionali, ci pensano quelli Ue. A Brescia, per esempio, il primo grado aveva dato ragione all’Inps ma i giudici di appello hanno deciso di rivolgersi alla corte Ue per un consulto. Risultato: “I cittadini dei Paesi non Ue ammessi in uno Stato membro a fini lavorativi, a norma del diritto dell’ Unione e del diritto nazionale – hanno sentenziato i togati europei – devono beneficiare della parità di trattamento rispetto ai cittadini di detto Stato”.

Insomma: l’Italia deve pagare. Anche se il Parlamento aveva deciso di limitare quel bonus bebé solo a chi vive da tanti anni nel nostro Paese.

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