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In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni e minacce ibride, Leonardo, leader nel settore della difesa e dell’aerospazio, ha svelato il suo nuovo sistema di protezione aerea “Michelangelo Dome”. Un progetto ambizioso che mira a rafforzare la sicurezza europea attraverso una piattaforma avanzata, capace di coordinare in tempo reale una vasta rete di sensori e sistemi di difesa, e di rispondere alle sfide di un mondo sempre più complesso e pericoloso.
Il nome scelto richiama la celebre cupola michelangiolesca, simbolo di stabilità e innovazione architettonica, e rappresenta l’obiettivo di creare una “cupola” tecnologica capace di proteggere il territorio da attacchi di alta precisione, inclusi missili ipersonici che viaggiano a velocità di diversi chilometri al secondo. Il sistema, basato su intelligenza artificiale, si propone di essere un elemento centrale di una difesa condivisa tra i paesi europei, integrando sensori provenienti da terra, mare, cielo e spazio, e collegandosi con sistemi di comando, controllo e cyber-difesa.

Durante la presentazione, Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, ha sottolineato l’urgenza di investire sulla difesa in un momento storico caratterizzato da un aumento delle minacce ibride e di attacchi ad alta intensità. “Se c’è un momento in cui bisogna investire sulla Difesa è questo”, ha affermato Cingolani, evidenziando come il progetto rappresenti una risposta concreta alle sfide di un mondo in rapido mutamento. Il sistema, che entrerà in servizio entro il 2027, sarà sviluppato in collaborazione con le forze armate italiane e, si spera, con altri partner europei, per creare una rete di difesa più efficace e automatizzata.
Il Ceo di Leonardo ha inoltre evidenziato come il “Michelangelo Dome” sia pensato per analizzare scenari complessi e suggerire in tempo reale le contromisure più efficaci, grazie a un modello di difesa condiviso e modulare. “Nessuno ce la farà da solo”, ha detto Cingolani, sottolineando l’importanza di alleanze strategiche e di un’etica rigorosa nell’uso dell’intelligenza artificiale militare. “La pace va difesa, e questo ha un costo”, ha aggiunto, ricordando come l’aumento di attacchi ibridi – circa 18mila casi all’anno – richieda tecnologie più rapide e affidabili per neutralizzare minacce sempre più sofisticate.
Il progetto arriva in un momento di grande attenzione da parte dei governi europei sulla riforma della leva militare e sulla necessità di rafforzare la sicurezza collettiva. La recente dichiarazione del presidente francese Emmanuel Macron sul nuovo servizio militare volontario ha alimentato il dibattito, mentre il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha ribadito l’importanza di un modello di difesa condiviso e integrato.

Leonardo si conferma così come un attore strategico nel settore della difesa europea, puntando a consolidare il proprio ruolo in un mercato in forte espansione. Il “Michelangelo Dome” rappresenta una risposta innovativa alle minacce più estreme, come i missili ipersonici, e un passo avanti verso una difesa più integrata, intelligente e collaborativa tra gli Stati membri dell’Unione.
Resta da capire quali paesi europei saranno coinvolti nel progetto e come si svilupperanno le future collaborazioni internazionali, ma è chiaro che l’Italia si posiziona sempre più come protagonista nel panorama della sicurezza continentale.