Aereo precipitato, non è stato un guasto tecnico. Scatola nera, si sente un pilota dire all’altro: “Perché hai spento i motori?”

La tragedia aerea di Ahmedabad, che ha causato la morte di 260 persone e ha sconvolto il mondo dell’aviazione civile, si infittisce di nuovi, inquietanti dettagli. A quasi un mese dall’incidente del Boeing 787 Dreamliner di Air India, le analisi delle scatole nere rivelano un elemento sorprendente: i motori dell’aereo sono stati spenti manualmente dalla cabina di pilotaggio subito dopo il decollo.

Questa scoperta, riportata da testate internazionali come Air Current e Wall Street Journal, e rilanciata in Italia da Il Messaggero e Corriere della Sera, apre uno scenario inquietante che va ben oltre la semplice ipotesi di un guasto tecnico. I dati preliminari confermano infatti l’assenza di anomalie o danni strutturali ai motori, rendendo difficile spiegare la motivazione di una tale azione, apparentemente inspiegabile, da parte dell’equipaggio.

Gli investigatori indiani si trovano di fronte a un vero e proprio enigma: perché i motori sono stati spenti da mano umana, e se non si trattava di un malfunzionamento, quale fosse il motivo di un gesto così drastico? Secondo le prime analisi, l’ipotesi più accreditata è che si sia trattato di un’azione volontaria compiuta da uno dei piloti deceduti nell’incidente — il comandante Sumeet Sabharwal, con oltre 10.000 ore di volo, o il copilota Clive Kunder, con più di 3.400 ore di esperienza. Non si esclude, inoltre, la possibilità di un coinvolgimento di una “terza persona”, un eventuale ospite autorizzato a stare in cabina, che potrebbe aver avuto un ruolo nelle recenti azioni di spegnimento.

Una conversazione registrata nel cockpit, secondo quanto riferito dal Corriere, avrebbe evidenziato un dialogo tra i due piloti: uno chiede all’altro “Come mai hai spento i motori?”, e la risposta è “No, non l’ho fatto”. I dati delle scatole nere confermano che il flusso di carburante è passato rapidamente da “run” a “cut off” prima di essere riattivato, un’operazione acuta e inconsueta durante il volo. Nonostante il breve tempo in cui i motori sono rimasti privi di carburante, questa circostanza è stata sufficiente a provocare il disastro.

Le prime analisi sulle scatole nere evidenziano inoltre che, immediatamente dopo lo spegnimento dei motori, è stato attivato il generatore di emergenza Rat, un dispositivo di sicurezza che regola l’alimentazione in situazioni di crisi. Un fatto che testimonia la gravità della situazione e suggerisce una sorta di “intervento” volontario nel tentativo di gestire l’emergenza.

Per completare il quadro e capire le reali dinamiche di quanto accaduto in cabina, l’attenzione si concentra ora sul Cockpit Voice Recorder (CVR), che contiene le registrazioni audio delle comunicazioni tra i piloti e i suoni ambientali. Le autorità indiane stanno negoziando con le controparti americane per ottenere l’accesso a questi dati fondamentali, che potrebbero svelare eventuali discussioni sospette o segnali di un’azione consapevole.

L’Aircraft Accident Investigation Bureau di Nuova Delhi si aspetta un rapporto preliminare nei prossimi giorni, un passo cruciale per chiarire le cause di uno degli incidenti più enigmatici dell’ultimo periodo. La trasparenza e la collaborazione internazionale saranno decisive affinché si distinguano le responsabilità e si possa rendere giustizia alle vittime di questa tremenda tragedia.