“Adesso basta”. Mattarella perde la pazienza, lettera a La Russa e Fontana

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama il Parlamento alla sobrietà legislativa e mette in guardia contro la proliferazione delle giornate nazionali istituite per legge. Un fenomeno che, negli ultimi anni, ha assunto dimensioni sempre più rilevanti, fino a sollevare interrogativi sulla reale efficacia di queste ricorrenze e sul carico di attività che finisce per ricadere sulle scuole.

L’occasione è stata la promulgazione della legge che istituisce la giornata nazionale del riciclo della carta, approvata da entrambe le Camere. Un provvedimento che il capo dello Stato ha firmato, accompagnandolo però con una lettera indirizzata ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa.

Nel documento, Mattarella evidenzia una tendenza che considera meritevole di attenzione: il numero crescente di giornate dedicate per legge a valori, eventi, propositi e aspetti della vita sociale, senza che siano stati definiti criteri omogenei per stabilire quando sia davvero necessario ricorrere a questo strumento.

Un richiamo che va oltre la singola ricorrenza e investe direttamente il metodo con cui il Parlamento sceglie di valorizzare temi di interesse pubblico.

Mattarella promulga la legge sul riciclo della carta, ma scrive alle Camere

Il 15 ottobre il presidente della Repubblica ha promulgato la legge che istituisce la giornata nazionale del riciclo della carta. In occasione della firma, il Quirinale ha precisato che non erano stati rilevati profili evidenti di incostituzionalità tali da impedire la promulgazione.

Mattarella ha quindi accompagnato l’atto con una lettera ai presidenti delle due Camere, scegliendo di richiamare l’attenzione su una questione più generale: la crescente moltiplicazione delle giornate nazionali istituite attraverso provvedimenti legislativi.

Il capo dello Stato ha ricordato che nelle ultime tre legislature sono state approvate leggi per istituire 36 giornate nazionali, delle quali 20 soltanto nell’attuale legislatura. Numeri che, secondo la sua valutazione, rendono necessario interrogarsi sull’opportunità di continuare a incrementare le ricorrenze senza una precisa selezione delle priorità.

Il problema, dunque, non riguarda il valore del riciclo della carta o delle altre iniziative di sensibilizzazione, ma il rischio che l’utilizzo sempre più frequente della legge per istituire nuove giornate finisca per indebolire il significato delle ricorrenze stesse.

Cinquantuno giornate nazionali: il rischio di perdere il significato delle ricorrenze

Nel suo intervento, Mattarella richiama un dato significativo: considerando anche le feste nazionali, il numero complessivo delle giornate e delle ricorrenze dedicate è arrivato a 51.

Un calendario sempre più fitto, nel quale convivono appuntamenti che svolgono un’importante funzione di memoria collettiva e occasioni dedicate a temi specifici, non sempre caratterizzate dalla stessa rilevanza nazionale.

Il presidente della Repubblica riconosce che molte di queste iniziative svolgono un ruolo importante nel promuovere valori condivisi, ricordare eventi significativi e sensibilizzare l’opinione pubblica. Tuttavia, sottolinea implicitamente la necessità di distinguere le ricorrenze che possiedono un autentico rilievo nazionale da quelle per le quali potrebbero essere sufficienti strumenti diversi dalla legge.

Il rischio è che l’accumulo di nuove giornate produca un effetto contrario a quello desiderato: una minore attenzione da parte dei cittadini e una progressiva perdita di efficacia dei messaggi che si vorrebbero trasmettere.

In sostanza, secondo il richiamo del Quirinale, non basta istituire una giornata per garantire che il tema a cui è dedicata riceva un’attenzione concreta e duratura.

Il monito alle scuole: «Difficile assolvere tutti i compiti»

Uno dei passaggi più importanti della lettera riguarda il sistema scolastico. Le leggi che istituiscono giornate nazionali prevedono spesso iniziative di sensibilizzazione e approfondimento affidate agli uffici pubblici, agli enti e soprattutto alle scuole, talvolta anche alle università.

Attività che possono comprendere lezioni tematiche, incontri, progetti educativi e momenti di riflessione sui valori promossi dalle singole ricorrenze.

Secondo Mattarella, tuttavia, il moltiplicarsi di queste disposizioni rischia di rendere sempre più difficile per gli istituti scolastici adempiere a tutte le richieste senza sottrarre tempo alle normali attività didattiche.

Il presidente osserva infatti che diventa sempre più complicato, fino a risultare inverosimile, pretendere che le scuole possano assolvere tutti i compiti loro affidati dalle numerose disposizioni legislative, a meno di incidere sul tempo destinato all’insegnamento delle materie scolastiche.

È un richiamo che mette in evidenza un problema concreto: ogni nuova ricorrenza può tradursi in ulteriori attività da programmare e realizzare, con inevitabili conseguenze sull’organizzazione del lavoro degli istituti.

Il rischio non è legato al valore educativo delle singole iniziative, ma alla loro quantità complessiva. Se le richieste aumentano senza una selezione delle priorità, diventa più difficile garantire a ciascun tema il tempo e l’attenzione necessari.

«Contenere la tendenza»: l’esortazione del capo dello Stato

Nella parte conclusiva della lettera, Mattarella formula un’esortazione esplicita a contenere in termini ragionevoli la tendenza ad aumentare il numero delle giornate dedicate.

Il capo dello Stato avverte che una proliferazione eccessiva rischia di rendere sostanzialmente impossibile un’autentica efficacia delle disposizioni previste dalle leggi istitutive. Obiettivi che, in molti casi, potrebbero essere perseguiti attraverso strumenti alternativi.

Il messaggio rivolto al Parlamento è quindi quello di adottare criteri più chiari e condivisi prima di introdurre nuove ricorrenze nel calendario nazionale.

Non tutte le iniziative di sensibilizzazione, infatti, richiedono necessariamente una legge dello Stato. Campagne informative, progetti promossi dai ministeri, collaborazioni con associazioni ed enti pubblici e attività educative mirate possono rappresentare strumenti efficaci per diffondere conoscenze e valori senza aggiungere ulteriori obblighi legislativi.

La questione riguarda, in definitiva, la capacità delle istituzioni di individuare le priorità e di scegliere gli strumenti più adatti per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Il messaggio al Parlamento: meno ricorrenze, più efficacia

Il richiamo di Mattarella non mette in discussione l’importanza di ricordare eventi significativi o promuovere temi di interesse collettivo. Al contrario, punta a preservare il valore delle giornate nazionali, evitando che la loro crescente numerosità ne riduca l’impatto.

La sfida per il Parlamento sarà quindi trovare un equilibrio tra la volontà di dare visibilità a questioni meritevoli di attenzione e la necessità di non trasformare ogni esigenza di sensibilizzazione in una nuova legge.

Al centro rimane anche la tutela della scuola, chiamata a svolgere una funzione educativa fondamentale, ma non a farsi carico di un numero potenzialmente illimitato di iniziative aggiuntive.

Il messaggio del presidente della Repubblica è chiaro: le ricorrenze devono conservare un significato concreto, essere accompagnate da iniziative realmente efficaci e non diventare semplici appuntamenti formali.

Perché, quando le giornate nazionali diventano troppe, il rischio è che anche quelle più importanti finiscano per perdere visibilità. E che proprio gli strumenti pensati per promuovere la memoria, la cultura e la consapevolezza collettiva non riescano più a raggiungere pienamente il loro obiettivo.