“Addio, ci mancherai”. Lutto nel giornalismo italiano, lascia ricordi incancellabili
Per tanti foggiani il calcio non è mai stato solo novanta minuti in campo. Era una radio accesa in cucina, la tv locale in sottofondo e soprattutto una voce calda, ironica, familiare. Una voce che, da qualche giorno, si è spenta per sempre, lasciando un silenzio che fa davvero male.
Chi è cresciuto con il Foggia nel cuore lo sa bene: certe domeniche le ricordi non per il risultato, ma per come te le ha raccontate qualcuno. Per generazioni quel qualcuno è stato Tonio Sepa, capace di trasformare una partita in un racconto popolare, pieno di emozioni, battute, rabbia e gioia condivise come in una grande famiglia.
Prima ancora di diventare il volto più amato del giornalismo sportivo foggiano, Tonio era già un punto di riferimento in città. Il suo Discoring, uno dei primi negozi di dischi di Foggia, non era solo un esercizio commerciale: era un ritrovo, un luogo di chiacchiere, musica e sogni ad alta voce.
Lì dentro passavano ragazzi, tifosi, appassionati. Lì, tra vinili e nastri, Tonio affinava quello stile diretto e trascinante che poi avrebbe portato in tv. Negli anni Ottanta arriva il salto: le emittenti locali lo chiamano, lui accetta e in poco tempo diventa un volto e soprattutto una voce che tutti riconoscono al primo istante.
Il nome di Tonio Sepa è legato per sempre a quegli anni che i tifosi rossoneri chiamano ancora, con un brivido, il “Foggia dei miracoli”. In panchina c’era Zdenek Zeman, in campo campioni come Ciccio Baiano, Beppe Signori, Roberto Rambaudi. Un calcio offensivo, spregiudicato, che faceva impazzire lo Zaccheria e l’Italia intera.
Lui era lì, con il microfono in mano, a dare voce a tutto questo. Non era la solita telecronaca fredda: Tonio riusciva a unire l’analisi tecnica all’entusiasmo da tifoso vero. Gridava al gol, si arrabbiava per i torti arbitrali, sospirava sulle occasioni mancate. In quelle domeniche, Foggia si riconosceva in ogni sua parola.
Non c’è solo il passato romantico. Il microfono di Sepa ha seguito anche il Foggia più recente, quello rinato con Roberto De Zerbi in panchina, capace di riportare entusiasmo e una Coppa Italia di Lega Pro in bacheca. Un altro capitolo di storia calcistica che lui ha trasformato in racconto collettivo.
E poi gli anni di Giovanni Stroppa, la Supercoppa di Lega Pro, la storica promozione in Serie B. Ogni stagione, ogni allenatore, ogni gruppo di giocatori: per Tonio era materiale vivo, da raccontare con la stessa passione di sempre, come se fosse ogni volta la prima volta.
In oltre cinquant’anni di carriera, però, Tonio Sepa non si è fermato al pallone. Ha fatto cronaca, ha curato per anni la rassegna stampa, è stato opinionista e ospite fisso in tantissime trasmissioni locali. Sempre preparato, sempre diretto, sempre con quella punta di ironia che spezzava i momenti più tesi.
Le sue collaborazioni parlano da sole: Telenorba, Puglia Channel, Teledauna, Telefoggia, Radio Luna, Mitico Channel. Cambiavano i canali, cambiano le tecnologie, ma una cosa restava uguale: la sensazione rassicurante di trovare, dall’altra parte, la stessa voce di sempre.
La notizia della sua scomparsa ha colpito al cuore l’ambiente rossonero. Il Calcio Foggia 1920 ha voluto ricordarlo con un messaggio ufficiale, definendolo “un giornalista stimato e voce autorevole del nostro territorio”. Parole semplici, ma che raccontano bene quanto fosse radicato il suo ruolo nella storia del club.
Nella nota, la società sottolinea come per oltre mezzo secolo Sepa abbia raccontato le vicende rossonere con passione autentica, diventando un punto di riferimento sia per i tifosi che per gli addetti ai lavori. Un legame vero, fatto di presenza costante, di rispetto e di amore genuino per quei colori.
In queste ore, mentre Foggia prova a fare i conti con questa ferita, sui social e sui quotidiani locali è tornato a circolare un video del 2015 che molti ricordano con un sorriso. Tonio che intervista Roberto De Zerbi in dialetto foggiano, alternato a inflessioni bresciane, in una scena surreale e divertente.
Era una stagione chiusa con l’amarezza dell’esclusione dai playoff, ma lui riuscì a sdrammatizzare tutto con quella trovata goliardica. In pochi minuti di filmato c’è il suo modo di fare giornalismo: competente, ironico, profondamente umano. Capace di parlare al cuore della gente, anche quando le cose vanno storte.
L’ultimo saluto a Tonio Sepa è fissato per giovedì 22 gennaio alle 16.30, nella Chiesa dei Santi Guglielmo e Pellegrino. In molti, a Foggia, si stanno già preparando a essere lì: tifosi, colleghi, amici, semplici ascoltatori che magari non l’hanno mai incontrato di persona ma lo considerano di famiglia.
Perché, in fondo, è questo che succede con certe voci: entrano in casa tua, nella tua routine, nelle tue domeniche. E quando se ne vanno, non perdi solo un giornalista. Perdi un pezzo di città, un pezzo di memoria, un pezzo di te. L’eredità che lascia è fatta di passione, appartenenza e ricordi indelebili che, stavolta sì, nessuno potrà mai fischiare via.

