“Orrore senza fine”. Diciannovenne abortisce e brucia il feto, poi la scoperta choc sulla madre
Ragazza resta incinta, poi il gesto choc. La storia della giovane 19enne rimasta incinta non ha purtroppo un lieto fine. La ragazza è andata incontro a una condanna in seguito al gesto che però non sembra aver compiuto da sola. Infatti la sentenza è sopraggiunta quando sono emersi i contenuti della chat privata che la 19enne intratteneva con la madre. I messaggi in questione sono stati resi da Facebook sotto apposita richiesta da parte delle autorità del Paese.
Ragazza di 19 anni abortisce con l’aiuto della madre poi si disfa del feto. La vicenda risale al mese di giugno del 2022 e ha come protagonista non solo Celeste Burgess ma anche la madre. All’epoca dei fatti nello Stato del Nebraska vigeva ancora la legge anti aborto, laddove la gravidanza avesse scavalcato le 20 settimane. Ad oggi la legge ha ridotto il limite a 12, con eccezioni per violenza sessuale, incesto ed emergenze mediche. Per Celeste Burgess è giunta la condanna per essere andata incontro all’aborto: “La corte ritiene appropriata la libertà vigilata”, sono state le parole del giudice.

Ragazza di 19 anni abortisce con l’aiuto della madre poi si disfa del feto: “Un caso davvero triste…”
E ancora: “Ma ritiene la reclusione necessaria considerata la serietà del reato e il mancato rispetto della legge”. Celeste Burgess ha deciso di interrompere la gravidanza, giunta a 28 settimane, ricorrendo all’aborto farmacologico. Ma non solo. Successivamente la 19enne sembra aver prima bruciato e poi sepolto il feto e nel farlo, sembra sia stata aiutata dalla madre. I pubblici ministeri hanno affermato che la madre aveva ordinato pillole abortive online e le aveva date a sua figlia nell’aprile 2022, quando Celeste Burgess aveva 17 anni e all’inizio del terzo trimestre di gravidanza e che dopo l’aborto le due abbiano poi seppellito i resti del feto.

Uno scambio di messaggi tra Celeste e la madre Jessica rappresenterebbe la prova che la ragazza sia stata appoggiata dalla donna nella scelta. Stando a quanto si apprende su Nytimes: “Jessica Burgess si è dichiarata colpevole a luglio per aver violato la legge sull’aborto del Nebraska, fornito false informazioni a un agente delle forze dell’ordine e rimosso o nascosto resti scheletrici umani. Rischia fino a cinque anni di carcere per la sua condanna il 22 settembre, secondo Joseph Smith, il principale procuratore della contea di Madison, Neb”.


Jessica, come richiesto dall’avvocato, verrà sottoposta a test psicologico. La vicenda verrà nuovamente discussa davanti al giudice del tribunale il 22 settembre. “Questo caso è davvero triste perché le persone ricorrono a cose del genere quando sono davvero disperate”, ha detto il professor associato di giurisprudenza presso la School of Law dell’Università di Pittsburgh Greer Donley, “e la cosa che rende le persone davvero disperate sono i divieti di aborto”.
