BERLUSCONI, PARLA ZANGRILLO L’AMICO E MEDICO CHE L’HA CURATO
Imprenditore, quattro volte presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi è deceduto ieri, 12 giugno, all’ospedale San Raffaele di Milano, all’età di 86 anni. Una notizia devastante per il mondo intero, politico e imprenditoriale, dal momento che con lui se ne va via un pezzo di storia.
Il leader di Forza Italia, come noto, sta combattendo contro la leucemia mielomonocitica cronica ed era stato ricoverato lo scorso 9 giugno all’ospedale San Raffaele di Milano, dopo le dimissioni, avvenute il 19 maggio scorso, a seguito di 45 giorni di ricovero.
Le sue condizioni sono drasticamente peggiorate sino al tragico epilogo, avvenuto ieri mattina alle 9:30, dopo che, presso il nosocomio, si erano radunati i figli, il fratello dell’ex premier e, ovviamente, Marta Fascina.

Da allora in poi, è stato tutto un susseguirsi di messaggi, dediche, speciali, telegrammi, provenienti dai principali leader istituzionali e politici del pianeta e da tantissimi volti noti del mondo dello spettacolo.
A parlare, in queste ore, è stato il medico e amico del Cavaliere, Zangrillo, che lo ha curato sino alla fine.
Attraverso un tweet carico di profonda commozione, Alberto Zangrillo, medico personale di Silvio Berlusconi, deceduto ieri al San Raffaele di Milano, dopo aver postato una foto che lo ritrae assieme al presidente di Forza Italia, ha scritto: «Caro presidente, le chiedo scusa ma non trovo le parole. Io e lei ci siamo capiti».
Zangrillo ha aggiunto: «Non ho niente da dire. Non è giornata». Queste sono le uniche dichiarazioni rilasciate dal professor Alberto Zangrillo, medico di fiducia di Silvio Berlusconi e direttore delle terapie intensive generale e cardiochirurgica del San Raffaele, dopo essere giunto,a piedi, a Villa San Martino, ad Arcore, dove è stato trasferito il feretro di Berlusconi, deceduto nella mattina di ieri.
Sessantacinquenne, genovese, Zangrillo è direttore dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione generale dell’ospedale San Raffaele. Il legame con Silvio Berlusconi, durava da oltre 30 anni e fu don Luigi Verzè, fondatore dell’ospedale, a farli conoscere. Sul sito dell’ospedale San Raffaele, è riportato tutto il curriculum vitae di Zangrillo, dalla laurea in Medicina e Chirurgia a Milano nel 1983, alla specializzazione, tre anni dopo, in Anestesia e Rianimazione, per poi proseguire in rilevanti centri europei quali il Queen Charlotte Hospital di Londra, l’Hospital de la Santa Creu Pau do Barcellona, il Cardio-thoracic Centre di Monaco di Montecarlo, l’Hetzer Deutsches Herzzentrum di Berlino e l’Ospedale San Raffaele.

Zangrillo risulta tra i primi “dieci medici al mondo, negli ultimi anni, per numero di pubblicazioni in ambito ‘anesthesia’ e ‘intensive care’, autore di oltre 800 pubblicazioni, di cui oltre 500 su riviste internazionali indicizzate, tra cui studi randomizzati su The New England Journal of Medicine, JAMA, Circulation e British Medical Journal. E’ stato insignito del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana e di Commendatore dai Presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano.
Purtroppo qualsiasi parola, anche la più sentita, viene rotta, in questi casi, dal dolore per la dipartita di un uomo che ha segnato la storia politica, economica e sociale del nostro Paese, a prescindere dal proprio orientamento partitico.
