MARIA GIOVANNA MAGLIE, LA PROFEZIA PRIMA DI MORIRE
Maria Giovanna Maglie, ex giornalista del Tg2 , notissima saggista e opinionista tv, autrice di una biografia di Oriana Fallaci e di diversi saggi di politica, ci ha lasciati solo poche ore fa, lasciando il mondo giornalistico, televisivo e tutti noi letteralmente senza parole sin da quando ha iniziato ad espandersi la notizia del suo trapasso.
Il triste annuncio della dipartita della giornalista 70enne veneziana, è stata l’amica e collega Francesca Chaoqui. Maglie era stata portata all’ospedale Forlanini di Roma la scorsa notte per una complicazione venosa e si è spenta questa mattina. La Chaoqui , con lei quando si è spenta, ha scritto: “Ero accanto a lei, ha lottato fino alla fine come sempre. Adesso è in pace”.
Il lungo incubo della giornalista era iniziato a dicembre dello scorso anno. Fu la stessa Maglie, in un’intervista rilasciata al Corriere, a descrivere da dove tutto è partito: «Ero in tv, la notte della maratona elettorale, ospite a Quarta Repubblica… A un certo punto mi si è come spenta la luce».

Un’intervista davvero molto forte, rilasciata dal suo letto d’ospedale, il momento più difficile della sua vita. Il cuore della giornalista stava per cedere. Un intervento d’urgenza all’European hospital di Roma le salvò la vita. Sembrava tutto risolto, poi sono arrivate le complicazioni: «Una dopo l’altra, una maledizione», aveva detto.
E così è stato, dal momento che tutti sappiamo com’è andata a finire. Eppure la Maglie aveva fatto una profezia prima di morire che è davvero agghiacciante.
Non parliamo di una profezia da Nostradamus, ma di profezia sulla crisi, essendo Maria Giovanna Maglie un’esperta di politica e di economia, che ha sempre detto in faccia quel che pensava, con il tuo tono pungente, di chi è ben addentro all’argomento.
In una delle sue ultime interviste, disse: “Se state seguendo la crisi di governo e non ci capite come è naturale un granché – cinguetta su Twitter – osservate la disperazione e il lutto stretto di alcuni commentatori TV, e tutto vi sarà più chiaro”.
La Maglie aveva descritto il premier Mario Draghi come messo dinnanzi ad un bivio, precisando: “Se vuole restare, cambi tutto, altro che beatificazione e pieni poteri. La nota del centrodestra che chiede o un governo profondamente modificato nella composizione dei ministri, e senza i 5 Stelle, oppure il voto, rispecchia le esigenze reali del Paese”.

E’ il presidente del Consiglio che si trova a dover dimostrare una discontinuità con quanto fatto fino a quel momento. E non è mancata una sua frecciatina rivolta colleghi giornalisti, alcuni dei quali definiti “inf***” per addossare le colpe della crisi a Matteo Salvini: “‘Draghi è pronto ad ascoltare la richiesta che sale dalla società civile e accettare di restare Ma se Salvini vuole lo stesso votare nonostante i governatori…’”, dice riprendendo le parole dei giornalisti a cui lancia la frecciata finale: “Capito? Alla fine come sempre ha stato Salvini. #Giornalisti o #inf***?”.
Mentana aveva invece ricordato che “come ha correttamente sottolineato il presidente Mario Draghi nel corso del suo intervento, la decisione del Movimento 5 stelle ha rotto il ‘patto di fiducia’, il centrodestra di governo è disponibile a un ‘nuovo patto’ di governo e continuerà a dare il suo contributo per risolvere i problemi dell’Italia soltanto con un nuovo governo, guidato ancora da Mario Draghi, senza il Movimento 5 Stelle e profondamente rinnovato“.
