CARLO VICENTINI STERMINA LA FAMIGLIA: LA SCOPERTA CHOC POCO FA
Nel nostro Paese molte volte si apprendono delle notizie che lasciano davvero senza parole. Drammi per i quali è difficile anche trovare una spiegazione, davanti ai quali mancano anche le frasi per poterli descrivere. Eppure gravissimi episodi di cronaca nera sono ormai all’ordine del giorno.
Le forze dell’ordine molto spesso sono impegnate in complesse indagini attorno a dei casi che hanno davvero dell’assurdo, si pensi ad esempio ai tantissimi omicidi perpetrati nel corso degli ultimi anni sul nostro territorio nazionale, alcuni dei quali fanno parlare ancora oggi.
A distanza di diversi anni dal loro accadimento, moltissimi fatti legati alla cronaca nera devono ancora trovare una soluzione e si deve stabilire anche chi siano stati i veri colpevoli, basti pensare alle tante stragi terroristiche che hanno colpito la nostra nazione.
Ma come detto ci sono anche degli episodi che riguardano la gente comune. In questo periodo la cronaca è piena di fatti gravissimi che stanno sconvolgendo ogni giorno intere comunità.
Un gravissimo episodio si è verificato proprio in queste ore in Abruzzo, nessuno si sarebbe mai aspettato una cosa del genere. Nella prossima pagina tutti i dettagli di quello che è successo.
Secondo quanto si apprende dalla stampa nazionale, l’ex primario di Urologia dell’ospedale di Teramo, Carlo Vicentini, ha sterminato la sua famiglia (moglie e i suoi due figli) nel pomeriggio del 31 marzo. Dopo il massacro, il professionista si è tolto la vita. Un mese fa Vicentini era andato in pensione e aveva dovuto lasciare il reparto a cui era tanto affezionato.
Un professionista brillante, molto amato da tutti, non solo dai colleghi, ma anche dalla gente comune. Umiltà e senso del dovere hanno da sempre contraddistinto lo stimato professionista. Alla base del dramma delle scorse ore, forse, la difficile situazione famigliare. Uno dei due figli uccisi dal professionista soffriva infatti di gravi problemi di salute e per questo era attaccato ad un respiratore.
Per questo motivo il professionista, in pensione da un mese come detto, avrebbe perso la testa compiendo la strage e assassinando, oltre al ragazzo, la moglie e l’altra figlia. Un’altra ipotesi al vaglio degli investigatori è che Vicentini fosse gravemente depresso.
Tantissimo lo choc all’interno della comunità de L’Aquila, dove il professionista viveva e dove appunto è avvenuto la strage, in una località alla periferia del capoluogo abruzzese.
“Siamo devastati. È una tragedia che non riusciamo a spiegarci: il professor Vicentini era un urologo molto bravo ed apprezzato oltre che un uomo gentile, sensibile e disponibile” – così ha commentato il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia. Inoltre, quando nel 2013 l’Asl voleva mandarlo via, la città di Teramo si mobilitò in blocco in modo che il professionista non potesse abbandonare il reparto di Urologia in cui ha curato tantissimi pazienti. Questo ci fa capire quanto il professionista fosse davvero ben voluto da tutti.

