DAVIDE È MORTO, ERA STANCO E AVEVA UN PO’ DI FEBBRE: SE NE È ANDATO POCHI GIORNI DOPO IL SUO RICOVERO
Sono tantissimi i genitori orfani in Italia. Da cronista, diverse volte mi è capitato di abbracciarli forte, stringerli al mio petto, piangere insieme a dirotto. Ho ascoltato alcune delle loro storie che sono un colpo al cuore.
Sono storie di famiglie devastate da una morte che definiamo contro natura; la morte di un figlio. Visitare i reparti oncologici o, più in generale, i reparti di bambini che, da guerrieri, non hanno più paura di nulla, ci fa sentire piccoli.
Perché loro troppo presto hanno dovuto smettere di avere la loro età, per indossare i panni di supereroi. E se i capelli cadono via, il fisico è provato da dolori lancinanti che non si tengono a bada con nulla, questi piccoli grandi uomini e queste piccole grandi donne hanno da insegnarci tutto.
Ci fanno coraggio, quando dovremmo essere noi a sorreggerli; ci invitano a mettere da parte le lacrime per far posto al sorriso, ci dicono che quando Dio vorrà, sono pronti ad andare in Paradiso, se hanno fatto i buoni.
Fino a che arriva l’ora, la maledetta ora del distacco terreno. Ed è quando il cuore cessa di battere, che ci rendiamo conto che il tempo è finito, che la clessidra ha terminato di far scorrere i suoi granelli di sabbia.
Questa che sto per raccontarvi è una di quelle storie che fanno venire i brividi. E’ la storia del piccolo Davide Favaron, di appena 6 anni. Davide avrà 6 anni per sempre perché è diventato uno splendido angelo in soli 10 giorni dalla maledetta diagnosi.
A stroncarlo, una leucemia fulminante, da decorso rapido, violento. Neppure i medici avrebbero mai potuto immaginare che la morte sarebbe arrivata così improvvisamente. Davide, originario di Scorzè, un piccolo comune in provincia di Venezia, un bambino solare, energico, giocherellone, negli ultimi giorni ha iniziato ad accusare un malessere generale.
I suoi genitori, preoccupati da una strana febbre, da un senso di stanchezza che non andava via, anzi, che peggiorava di giorno in giorno, hanno deciso di portarlo all’ospedale di Padova, per sottoporlo a degli accertamenti. Ed è qui che è arrivata l’agghiacciante diagnosi di leucemia rara; una forma di leucemia poco conosciuta, di cui manca una letteratura scientifica, al punto che nemmeno i medici potevano sospettare un decorso così drammatico.
Così Davide se n’è andato per sempre e l’intera comunità, appresa la triste notizia, si è immediatamente stretta, in una sorta di abbraccio collettivo, ai genitori, molto conosciuti nel piccolo comune perché hanno sempre preso parte alle attività della chiesa. Davide non aveva mai avuto problemi di salute, era un bambino dolcissimo, con un sorriso unico e con la passione per i dinosauri, con cui spesso viene fotografato. In tantissimi i messaggi di cordoglio, che hanno invaso i social.
Come ci insegnano le morti di Michele Merlo e di Leonardo Monaco, che ci hanno segnato per la giovanissima età delle vittime, la leucemia fulminante è uno dei tumori che presenta il più alto tasso di guarigione (9 pazienti su 10). Il fattore tempo diventa fondamentale perché diagnosi precoce significa salvezza.
