Matteo Messina Denaro, la direttrice della clinica svela: “Prima di essere arrestato…”

La proprietaria e direttrice della clinica La Maddalena di Palermo, Stefania Filosto è raggiante per quanto accaduto nella sua struttura, addirittura piange di gioia. Tutto questo dopo l’arresto del boss latitante da 30 anni, Matteo Messina Denaro che cercava di confondersi tra la folla di pazienti in attesa di fare un tampone. Come riporta il corriere.it, l’uomo all’apparenza malandato doveva subire un ciclo di chemioterapia dopo un intervento chirurgico subito, non si sa dove, circa un anno e mezzo prima.  

LA CLINICA

La clinica La Maddalena è stata fondata dal marito della Filosto, Guido, 94 anni, che della struttura ne hanno fatto uno dei presidi più importanti della Sicilia per la cura dei tumori. Da pochi anni ampliata, entrambi hanno dedicato alla clinica tutta la loro vita. La struttura è stata più volte visitata da ministri e assessori alla Sanità, rinomata per avere i macchinari più evoluti di TAC e RM.

SOTTO FALSO NOME

Ogni volta che i boss o i loro famigliari venivano ricoverati, si presentavano sotto falso nome, la stessa cosa è successa a Matteo Messina Denaro che si era presentato come “Bonafede”. ci sono state spesso delle indagini per scoprire il legami tra uomini di mafia e cliniche private. La Flosto sostiene che mai avrebbe pensato che un uomo così acciaccato potesse essere un boss mafioso latitante da 30 anni. Sulla “Maddalena” non c’è stato mai un sospetto.  CONTINUA A LEGGERE

“PRIMA DI ESSERE ARRESTATO…”

Stefania Filosto ha raccontato di come all’improvviso, degli uomini armati sono comparsi nella clinica, appena avvistati Matteo Messina Denaro ha cercato di fuggire superando i cancelli fino a Via San Lorenzo dove i carabinieri del Ros lo hanno preso e arrestato. “I Carabinieri sono stati bravissimi – racconta la direttrice – senza creare panico tra i pazienti e i famigliari che li attendevano all’interno e all’esterno della struttura”. E’ successo tutto in pochi minuti – continua Stefania Filosto – fino a quando quegli uomini armati sono riusciti ad infilare il boss dentro un furgone alzando le dita in segno di vittoria come si sono messi a fare tanti pazienti nella clinica e io stessa che sono felice per questo arresto”.