Mirandola, coniugi decapitati: i macabri particolari dell’ omicidio. Il figlio di Vincenza fermato era affetto da psicosi
La tragedia si è consumata nella serata di giovedì 15 ottobre in via Imperiale, nel Modenese. Le vittime sono Vincenza Giannini, 74 anni, e il marito Pier Ferdinando Casari, 82. Il figlio della donna, Daniele Tavoni, 54 anni, è sospettato del duplice omicidio. Gli investigatori indagano anche sul possibile movente economico.
MIRANDOLA – Una tragedia dai contorni drammatici ha sconvolto Mirandola, in provincia di Modena, dove nella serata di giovedì 15 ottobre 2026 sono stati trovati senza vita due coniugi anziani nella loro abitazione di via Imperiale. Le vittime sono Vincenza Giannini, 74 anni, originaria di Bovino, e il marito Pier Ferdinando Casari, 82 anni, nato a San Felice sul Panaro.
A far scattare l’allarme sarebbe stata una vicina di casa, insospettita dalla prolungata assenza della coppia. L’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorritori, intorno alle 19.30, ha portato alla scoperta di una scena particolarmente cruenta, che ha immediatamente fatto scattare le indagini per duplice omicidio.
La macabra scoperta nell’abitazione
Secondo le prime ricostruzioni, i corpi dei due anziani sarebbero stati trovati a terra, legati e privi di vita. Gli accertamenti medico-legali avrebbero evidenziato numerose ferite da arma da taglio e lesioni estremamente gravi. Stando alle informazioni emerse, le teste delle vittime sarebbero state rinvenute all’interno della stessa abitazione, collocate in alcune bacinelle.
Una dinamica di eccezionale violenza, sulla quale gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione le fasi dell’aggressione e stabilire quando sia avvenuto il delitto.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, con il coinvolgimento del Commissariato di Mirandola e della Squadra Mobile. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Marco Niccolini.
Fermato il figlio della donna
I sospetti degli investigatori si sono concentrati sul figlio di Vincenza Giannini, il 54enne Daniele Tavoni, che viveva in un’abitazione adiacente a quella della madre.
Per l’uomo è stato disposto il fermo con l’accusa di duplice omicidio volontario aggravato. Al momento, si tratta di un’accusa che dovrà essere vagliata nelle successive fasi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza.
Durante le perquisizioni, gli agenti avrebbero sequestrato nell’abitazione del sospettato diversi coltelli con tracce ematiche, ora sottoposti agli accertamenti necessari per verificarne l’eventuale collegamento con il delitto.
Nel corso delle operazioni investigative, Tavoni sarebbe rimasto a lungo all’esterno dell’abitazione delle vittime, in uno stato di forte confusione e senza parlare. Gli investigatori hanno inoltre raccolto le testimonianze di persone informate sui fatti, nel tentativo di ricostruire i rapporti familiari e le circostanze che hanno preceduto la tragedia.
Il possibile movente economico
Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti figura la situazione personale e lavorativa del 54enne. Secondo quanto riferito da alcuni conoscenti, l’uomo avrebbe avuto lavori saltuari e avrebbe chiesto frequentemente denaro alla madre e al patrigno.
Queste richieste avrebbero provocato discussioni e tensioni all’interno della famiglia. Proprio i contrasti economici rappresenterebbero, al momento, una delle ipotesi investigative prese in considerazione per spiegare il duplice omicidio.
Gli inquirenti, tuttavia, mantengono la massima cautela. Il movente non può considerarsi accertato e saranno necessari ulteriori riscontri per chiarire se le tensioni familiari abbiano avuto un ruolo nella vicenda.
Il racconto del vicino: «È stato scioccante»
A raccontare i primi momenti dopo la scoperta è stato un vicino di casa, rientrato dal lavoro intorno alle 20.30 di giovedì.
«Ho visto i vigili del fuoco, la polizia e le ambulanze davanti alla via di casa. Poi mi ha chiamato mio fratello e mi ha detto che avevano ammazzato decapitandoli una coppia di anziani. È stato scioccante», ha riferito.
L’uomo ha spiegato di essersi trasferito nella zona da meno di due mesi e di non conoscere direttamente le vittime. Aveva però notato la coppia e il figlio, che occasionalmente vedeva mentre portava fuori il cane.
Parlando del 54enne, il vicino ha aggiunto che apparentemente gli sembrava una persona tranquilla, pur riferendo che altri residenti avrebbero raccontato di averlo visto parlare da solo o urlare in strada.
Si tratta di testimonianze che, da sole, non consentono di trarre conclusioni sulle condizioni della persona né di stabilire un collegamento con il delitto.
La sindaca Budri: «Una tragedia che scuote nel profondo la comunità»
La notizia ha profondamente colpito la comunità di Mirandola. La sindaca Letizia Budri, informata dell’accaduto, ha dichiarato di essere in contatto con le autorità per ricevere aggiornamenti sull’evoluzione delle indagini.
«Questa è una tragedia che sta scuotendo nel profondo la nostra comunità, soprattutto per la dinamica. Poco fa ho parlato con il Questore e resto in attesa di aggiornamenti», ha affermato la prima cittadina, come riportato dall’Adnkronos.
Nel frattempo, le abitazioni interessate sono rimaste sotto sequestro per consentire agli investigatori di completare i rilievi scientifici. Sono state inoltre avviate le procedure necessarie per mettere in sicurezza gli animali domestici presenti nella proprietà.
Attesa per la convalida del fermo
Il procedimento giudiziario entra ora in una fase decisiva. La Procura dovrà sottoporre il fermo al giudice per le indagini preliminari, chiamato a pronunciarsi sulla sua convalida e sulle eventuali misure cautelari.
L’udienza è indicata per sabato 17 ottobre 2026.
Gli accertamenti proseguono per definire la dinamica dell’aggressione, verificare gli elementi raccolti a carico del sospettato e chiarire il possibile movente. Restano ancora diversi interrogativi su una vicenda che ha trasformato una tranquilla abitazione di Mirandola nella scena di un delitto di estrema violenza, lasciando un’intera comunità sotto shock.








