Virus fuori controllo in Italia, il bollettino fa paura: centinaia di contagi e tantissimi morti
La stagione dei virus trasmessi dalle zanzare continua a destare preoccupazione in Italia. L’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 13 ottobre 2026, registra un aumento dei casi di West Nile e Dengue, con nuove infezioni e ulteriori decessi. La circolazione del West Nile Virus interessa ormai 20 regioni, mentre per la Dengue si moltiplicano i segnali di trasmissione locale. Numeri che confermano l’importanza della sorveglianza epidemiologica e delle misure di prevenzione, anche durante la fase finale della stagione favorevole alla diffusione delle zanzare.
West Nile, 770 casi confermati e 61 decessi
Secondo il dodicesimo bollettino settimanale dell’ISS, dall’inizio del 2026 sono stati confermati 770 casi di infezione da West Nile Virus nell’uomo, rispetto ai 754 registrati nella settimana precedente. L’incremento è di 16 contagi in sette giorni.
A crescere è anche il bilancio delle vittime: i decessi sono passati da 57 a 61, con quattro morti in più nell’ultima rilevazione. Nel conteggio figura anche un caso di infezione importata dall’estero.
La diffusione geografica del virus è particolarmente ampia. La presenza del West Nile è stata accertata in 88 province distribuite in 20 regioni italiane, a conferma di una circolazione che non riguarda più soltanto aree circoscritte del Paese.
Le forme più gravi e il tasso di letalità
Tra i dati che richiedono maggiore attenzione ci sono quelli relativi alle manifestazioni neurologiche dell’infezione. Dei 770 casi confermati, 411 hanno riguardato forme neuroinvasive, che interessano il sistema nervoso e possono provocare conseguenze particolarmente serie.
Cinque di questi casi risultano importati dall’estero, con infezioni associate a viaggi alle Maldive, in Francia, Belgio, Grecia e Olanda.
Il bollettino riporta inoltre 257 casi di febbre da West Nile, compreso un caso importato dal Burkina Faso, e 96 infezioni asintomatiche individuate attraverso i controlli sui donatori di sangue. Sono segnalati anche cinque casi caratterizzati da altri sintomi e un ulteriore caso asintomatico.
Per le forme neuroinvasive autoctone confermate, la letalità si attesta al 14,8%. Il dato è inferiore rispetto al 18,8% rilevato nello stesso periodo del 2025, ma resta significativo e conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione, soprattutto nei confronti delle persone più vulnerabili.
Il confronto con il 2025: contagi simili, meno decessi
Il raffronto con l’anno precedente mostra un quadro articolato. Al 13 ottobre 2025 erano stati segnalati 767 casi di West Nile e 69 decessi. Alla stessa data del 2026, i contagi sono 770, appena tre in più, mentre le vittime sono 61, otto in meno.
La mortalità risulta quindi inferiore rispetto allo scorso anno, ma l’aumento registrato nell’ultima settimana dimostra che la circolazione del virus non si è ancora esaurita.
È importante ricordare che il numero complessivo dei casi e la gravità delle infezioni sono indicatori differenti: l’andamento della mortalità dipende anche dalla distribuzione dei casi, dalle condizioni delle persone colpite e dalla frequenza delle manifestazioni più severe.
Dengue, 357 casi e 70 infezioni contratte in Italia
A preoccupare è anche la Dengue, un’altra infezione virale trasmessa dalle zanzare. Dall’inizio dell’anno al 13 ottobre sono stati registrati 357 casi, contro i 346 della settimana precedente: undici infezioni in più.
Di questi, 70 sono stati contratti in Italia, mentre 287 risultano associati a viaggi all’estero. Tra i casi importati, il 52% è collegato a soggiorni alle Maldive.
Un elemento rilevante riguarda proprio la trasmissione locale. I 70 casi autoctoni sono riconducibili a cinque focolai, ai quali si aggiunge un’infezione che, al momento della rilevazione, non risulta epidemiologicamente collegata agli altri contagi.
Nonostante l’aumento, dall’inizio del 2026 non sono stati registrati decessi per Dengue in Italia.
Usutu, Chikungunya e Zika: gli altri virus monitorati
Il sistema di sorveglianza dell’ISS tiene sotto controllo anche altre infezioni trasmesse da vettori.
Per l’Usutu virus il bilancio rimane stabile a 18 casi, distribuiti in sette regioni. La Lombardia registra il numero più elevato, con otto infezioni, seguita dal Lazio con tre. Marche e Veneto ne riportano due ciascuna, mentre Piemonte, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna registrano un caso a testa.
Per la Chikungunya sono stati confermati 30 casi: uno autoctono e 29 associati a viaggi all’estero. Tra questi ultimi, il 34% è collegato alle Seychelles.
I casi di Zika sono invece quattro, tutti importati e nessuno contratto sul territorio italiano. Nel periodo considerato non risultano decessi associati a Usutu, Chikungunya o Zika.
Come proteggersi dalle punture di zanzara
I dati epidemiologici confermano l’importanza delle misure di prevenzione, anche in autunno, quando le temperature possono ancora favorire la presenza delle zanzare.
Per ridurre il rischio di punture è consigliabile:
- utilizzare repellenti cutanei seguendo le indicazioni riportate sulle confezioni;
- installare zanzariere alle finestre e proteggere gli ambienti interni;
- indossare, quando possibile, abiti che coprano braccia e gambe;
- eliminare i ristagni d’acqua da sottovasi, secchi, contenitori e altri oggetti esposti all’aperto;
- svuotare e pulire regolarmente i recipienti nei quali le zanzare possono deporre le uova.
La West Nile, in particolare, viene trasmessa soprattutto dalle zanzare del genere Culex, mentre la Dengue è associata principalmente alle zanzare del genere Aedes. La presenza dei vettori e le modalità di trasmissione non sono quindi identiche per tutte le infezioni.
Sorveglianza e prevenzione restano fondamentali
L’ultimo aggiornamento dell’Istituto Superiore di Sanità restituisce l’immagine di una stagione caratterizzata da una circolazione estesa del West Nile e da un aumento dei casi di Dengue, compresi quelli contratti direttamente in Italia.
Il numero dei decessi per West Nile resta inferiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025, ma le forme neuroinvasive continuano a rappresentare l’aspetto più delicato dell’epidemia. Per la Dengue, invece, l’attenzione si concentra sui focolai locali e sulla necessità di limitarne la diffusione.
La sorveglianza sanitaria, gli interventi di controllo delle zanzare e i comportamenti individuali di prevenzione rimangono strumenti essenziali per contenere il rischio di nuove infezioni. I dati aggiornati al 13 ottobre rappresentano una fotografia della situazione epidemiologica e dovranno essere confrontati con i successivi bollettini per valutare l’evoluzione dei contagi nelle prossime settimane.








