Autotrasporti in crisi carburante, ultimatum al governo: “Fermiamo il Paese”
Il caro carburante accende la protesta in Italia e fa crescere il timore di un blocco dei trasporti su scala nazionale. Gli autotrasportatori chiedono un intervento immediato del governo per contenere l’aumento del prezzo del gasolio e sbloccare gli aiuti promessi alle imprese. Nel frattempo, nel Mezzogiorno si moltiplicano le manifestazioni di camionisti e agricoltori, mentre in alcune zone della Calabria vengono segnalate difficoltà nei rifornimenti di benzina e diesel.
A lanciare l’allarme è Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto, che non esclude una mobilitazione nazionale qualora l’esecutivo non convochi rapidamente le associazioni di categoria. «Chiediamo al governo una urgente convocazione ad horas delle associazioni d’autotrasporto, altrimenti dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale e si bloccherà il Paese», ha dichiarato all’ANSA.
Una presa di posizione che fotografa la crescente preoccupazione di un settore alle prese con costi sempre più difficili da sostenere. Per il momento non è stata annunciata una data ufficiale per un eventuale sciopero nazionale, ma le proteste locali sono già in corso e altre iniziative sono previste nelle prossime ore.
Caro gasolio, l’ultimatum di Conftrasporto al governo
Al centro della mobilitazione c’è soprattutto il prezzo del diesel, una delle principali voci di spesa per le aziende che trasportano merci su strada. Secondo Conftrasporto, dall’inizio della guerra il costo del carburante sarebbe aumentato di oltre 50 centesimi al litro, con conseguenze pesanti sui bilanci delle imprese.
«La situazione è molto preoccupante perché l’eccesso di prezzo che sta subendo l’autotrasporto ha generato una situazione di alta tensione fra le imprese di trasporto», ha spiegato Russo.
L’associazione chiede al governo di intervenire rapidamente, a partire dallo sblocco delle risorse già stanziate per contrastare il caro carburante e che, secondo quanto denunciato dal presidente, non sarebbero ancora arrivate alle aziende.
Conftrasporto sollecita inoltre nuovi finanziamenti per compensare gli ulteriori rincari e mantenere operative le imprese. L’obiettivo è evitare che le difficoltà economiche si traducano in una riduzione dei servizi, in interruzioni delle consegne o in una protesta sempre più estesa.
A preoccupare è anche il carattere spontaneo delle manifestazioni. Secondo Russo, infatti, diversi gruppi di operatori starebbero organizzando iniziative senza il coordinamento delle associazioni di categoria. Una situazione che rende più difficile prevedere l’evoluzione della mobilitazione e aumenta il rischio di disagi alla circolazione.
Calabria, distributori senza carburante e lunghe code a Cosenza
Tra le aree maggiormente interessate dalle difficoltà c’è la provincia di Cosenza, dove vengono segnalati distributori rimasti senza scorte di benzina e diesel.
La disponibilità limitata di carburante ha spinto numerosi automobilisti a raggiungere le stazioni di servizio ancora operative, provocando lunghe code e disagi alla circolazione. La preoccupazione per possibili interruzioni dei rifornimenti ha contribuito ad aumentare la pressione sulla rete di distribuzione.
Alla situazione si aggiungono le tensioni legate alle proteste degli operatori economici e degli autotrasportatori, che potrebbero avere ripercussioni sulla regolarità delle consegne. Le autorità stanno monitorando l’evoluzione del quadro per limitare i disagi e garantire, per quanto possibile, l’approvvigionamento delle stazioni di servizio.
Per venerdì 16 ottobre sono inoltre annunciati presidi e manifestazioni nella provincia di Cosenza, con iniziative previste a Rende, Montalto Uffugo e in diversi centri delle coste ionica e tirrenica.
Le proteste coinvolgono sia il comparto dei trasporti sia quello agricolo. Entrambi i settori denunciano l’aumento dei costi e chiedono misure urgenti per evitare che la situazione comprometta ulteriormente l’attività delle imprese.
Puglia, camionisti e agricoltori in protesta: presidi sul territorio
La mobilitazione interessa anche la Puglia, in particolare la provincia di Foggia, dove agricoltori e autotrasportatori stanno organizzando presidi e manifestazioni.
A Vieste sono stati annunciati tre punti di protesta agli ingressi della cittadina. Secondo quanto riferito da Guido Cusmai, rappresentante di Orgoglio Olivicolo, numerosi partecipanti hanno aderito all’iniziativa anche con i propri mezzi agricoli, con l’intenzione di unirsi alla mobilitazione già in corso nei pressi del casello autostradale dell’A14 a Poggio Imperiale.
Rallentamenti vengono segnalati anche in corrispondenza di altri punti interessati dalle proteste, tra cui il casello di Candela. La Prefettura segue l’evoluzione della situazione, con particolare attenzione alla viabilità e alla necessità di assicurare i rifornimenti alle stazioni di servizio.
Il timore è che il protrarsi dei presidi possa complicare ulteriormente la distribuzione dei carburanti e delle merci, soprattutto nelle aree già interessate da difficoltà logistiche.
Gasolio agricolo oltre 1,60 euro al litro: allarme per il settore olivicolo
Accanto agli autotrasportatori, anche gli agricoltori chiedono interventi immediati. Nel Gargano, una delle principali preoccupazioni riguarda il prezzo del gasolio agricolo, che secondo quanto denunciato dai manifestanti avrebbe superato 1,60 euro al litro.
A pesare è anche la flessione del prezzo dell’olio extravergine d’oliva, che rischia di ridurre ulteriormente i margini dei produttori proprio mentre si avvicina una fase importante per la raccolta delle olive.
La consigliera regionale Graziamaria Starace ha raggiunto gli agricoltori a Vieste per ascoltare le loro richieste e sostenere la necessità di misure concrete.
«Oggi raccontano un olio pagato meno di quanto costa produrlo e olive che rischiano di restare sugli alberi», ha dichiarato, chiedendo interventi rapidi da parte della Regione e del governo nazionale.
La protesta, dunque, non riguarda soltanto il costo dei carburanti, ma una crisi più ampia che coinvolge la sostenibilità economica delle aziende agricole, i prezzi di vendita dei prodotti e la capacità di affrontare le spese della stagione produttiva.
Sciopero nazionale degli autotrasportatori: quando potrebbe iniziare?
La domanda che si pongono imprese, automobilisti e consumatori riguarda ora la possibilità di un fermo nazionale dei trasporti.
Al momento, Conftrasporto non ha annunciato una data ufficiale per lo sciopero. Il presidente Pasquale Russo ha parlato della necessità di valutare questa opzione nel caso in cui il governo non convochi rapidamente le associazioni e non dia risposte concrete alle richieste del settore.
È quindi importante distinguere la minaccia di un fermo nazionale dalle proteste locali già avviate o annunciate: uno stop generalizzato non risulta ancora formalmente proclamato.
Se la mobilitazione dovesse estendersi, le conseguenze potrebbero interessare la consegna delle merci, il rifornimento dei distributori e numerose attività economiche che dipendono dal trasporto su strada.
Il governo chiamato a intervenire per evitare il blocco
La situazione resta delicata, soprattutto nelle regioni meridionali dove le proteste si intrecciano con le difficoltà di approvvigionamento e con la crisi di altri comparti produttivi.
Conftrasporto chiede una convocazione urgente e lo sblocco delle risorse promesse, oltre a nuovi aiuti per compensare l’aumento dei costi. Agricoltori e camionisti, dal canto loro, sollecitano misure capaci di garantire la continuità delle attività e impedire che i rincari mettano a rischio la sopravvivenza delle imprese.
Le prossime ore saranno decisive per capire se il confronto con il governo riuscirà a contenere la protesta oppure se la mobilitazione si allargherà ad altre aree del Paese.
Per ora, il fermo nazionale resta una possibilità evocata dalle associazioni, non uno sciopero già fissato. Ma l’avvertimento di Conftrasporto è chiaro: senza risposte rapide sul caro gasolio, il rischio è che le tensioni locali si trasformino in una crisi più ampia, con conseguenze sulla mobilità, sulla distribuzione dei carburanti e sull’intera economia italiana.








