Sondaggi politici, Meloni guadagna di nuovo: arretrano Vannacci e campo largo che resta ancora in vantaggio
Prima battuta d’arresto per Futuro Nazionale nei sondaggi politici. Secondo l’ultima rilevazione realizzata da Swg per il TgLa7, il partito perde lo 0,2% rispetto alla settimana precedente e scende al 7,8% delle intenzioni di voto.
Si tratta di una flessione contenuta, ma significativa perché interrompe il trend di crescita registrato nelle precedenti rilevazioni. Il quadro complessivo mostra però una maggioranza che, nel suo insieme, continua a guadagnare terreno, pur rimanendo indietro rispetto alla somma dei consensi delle forze di opposizione.
Fratelli d’Italia cresce e resta nettamente primo partito
A guidare la classifica dei consensi è ancora Fratelli d’Italia, che guadagna lo 0,3% e sale al 27,7%. Il partito si conferma così nettamente la prima forza politica del Paese.
Positivo anche il dato di Forza Italia, che cresce dello 0,2% e raggiunge il 7,1%. Più contenuto, invece, il progresso della Lega, che guadagna lo 0,1% e si porta al 5,2%.
Nel complesso, i principali partiti della maggioranza registrano quindi variazioni positive, con l’unica eccezione di Futuro Nazionale.
Pd in ripresa, M5s in calo
Sul fronte dell’opposizione, il Partito Democratico recupera lo 0,1% e raggiunge il 20,7%, confermandosi saldamente al secondo posto tra le forze politiche.
Movimento opposto per il Movimento 5 Stelle, che perde invece lo 0,2% e scende al 12,6%. Rimane stabile Alleanza Verdi e Sinistra, al 6,6%.
Più distanti le altre formazioni: Azione è al 3,1%, Italia Viva al 2,3% e +Europa all’1,6%. Chiudono la rilevazione Noi Moderati e Avanti PSI, entrambi all’1%.
Cresce il non voto: astensione e indecisi al 29%
Uno degli elementi più rilevanti della rilevazione riguarda però l’area del non voto. Tra astenuti e indecisi si arriva infatti al 29%, tre punti in più rispetto alla settimana precedente.
È un dato che conferma quanto una fetta consistente dell’elettorato non abbia ancora maturato una scelta definitiva. Un bacino che potrebbe quindi incidere in maniera significativa sugli equilibri politici qualora le intenzioni di voto dovessero trasformarsi in consenso effettivo al momento delle elezioni.
Il campo largo resta avanti
La fotografia cambia quando i consensi vengono aggregati sulla base degli schieramenti.
Le forze della maggioranza raggiungono complessivamente il 41%. Il cosiddetto campo largo, considerando anche Italia Viva e +Europa, arriva invece al 43,8%.
Il vantaggio dell’area progressista sarebbe quindi di 2,8 punti percentuali.
Il dato indica che, almeno sulla carta, il centrosinistra manterrebbe un margine favorevole nonostante le variazioni registrate dai singoli partiti. La semplice somma dei consensi, tuttavia, non equivale automaticamente a un risultato elettorale.
La costruzione di una coalizione richiederebbe infatti accordi politici, una sintesi programmatica e un equilibrio tra le diverse forze. A pesare potrebbe essere anche la scelta del candidato alla guida dello schieramento, elemento in grado di modificare gli equilibri e influenzare le preferenze di una parte dell’elettorato.
La media dei sondaggi conferma il quadro
Una tendenza simile emerge anche dalla media dei sondaggi elaborata da Termometro Politico, realizzata sulla base delle rilevazioni di sei istituti: Tp, Lab21, Piepoli, Swg, Eumetra e Only Numbers.
Nella media, Fratelli d’Italia viene stimata al 27,6%, mentre Futuro Nazionale scende al 7,6%. Il Pd si attesta al 20,3%, seguito dal Movimento 5 Stelle al 12,9%.
Tra le altre forze della maggioranza, Forza Italia raggiunge il 7,3% e la Lega il 5,3%. Alleanza Verdi e Sinistra viene invece indicata al 6,4%.
Anche questa seconda fotografia conferma il vantaggio del centrosinistra nel confronto tra gli schieramenti: l’area progressista arriva complessivamente al 43,5%, mentre la maggioranza si ferma al 40,2%. Lo scarto è quindi di 3,3 punti percentuali.
Un quadro ancora aperto
Le due rilevazioni restituiscono dunque una fotografia sostanzialmente simile. Fratelli d’Italia resta saldamente in testa tra i singoli partiti, mentre Futuro Nazionale registra una prima, seppur lieve, battuta d’arresto.
Sul piano delle coalizioni, invece, il campo largo conserva un vantaggio sul centrodestra, con una distanza compresa tra i 2,8 e i 3,3 punti a seconda della rilevazione considerata.
Si tratta però di una fotografia delle intenzioni di voto e non di una previsione dell’esito elettorale. Il 29% di astensione e indecisi rappresenta infatti un’area ancora ampia e potenzialmente decisiva.
Gli equilibri restano quindi aperti: da una parte una maggioranza guidata da Fratelli d’Italia che mantiene una posizione dominante tra i singoli partiti, dall’altra un’opposizione che, se riuscisse a compattarsi, oggi conserverebbe un vantaggio nella somma dei consensi.