Garlasco, i genitori di Chiara a Verissimo: “Per noi il colpevole…”
Diciannove anni dopo la morte di Chiara Poggi, il dolore della sua famiglia resta intatto. Il tempo non ha cancellato le domande, né ha reso più semplice convivere con una vicenda giudiziaria tornata prepotentemente al centro dell’attenzione pubblica.
A parlare sono stati Giuseppe e Rita Poggi, i genitori di Chiara, ospiti di Verissimo. Di fronte alle domande di Silvia Toffanin, hanno raccontato la loro stanchezza, il peso di una pressione mediatica che non sembra diminuire e soprattutto il desiderio che, dopo quasi due decenni, la figlia possa finalmente riposare in pace.
«Per noi il colpevole resta Alberto Stasi»
La posizione dei genitori di Chiara è chiara e rimane legata alla verità giudiziaria stabilita dai tribunali.
Per loro, il responsabile dell’omicidio resta Alberto Stasi, condannato in via definitiva per la morte della ragazza.
«La giustizia ci ha dato un colpevole, per noi è Alberto Stasi», è il concetto ribadito durante l’intervista. Ma Giuseppe e Rita Poggi non chiudono la porta davanti agli eventuali sviluppi dell’inchiesta.
Se la giustizia dovesse arrivare a conclusioni differenti, spiegano, saranno pronti ad accettarle.
Una posizione maturata dopo anni trascorsi tra indagini, processi, ricorsi e sentenze.
«Abbiamo fatto cinque processi, otto anni, ne abbiamo sentite tante: non è facile cambiare idea», ha spiegato Giuseppe Poggi, sottolineando però che la famiglia si atterrà a ciò che stabilirà definitivamente la magistratura.
La nuova inchiesta e il caso Andrea Sempio
Il delitto di Garlasco è tornato negli ultimi tempi al centro dell’attenzione anche per una nuova inchiesta della Procura di Pavia, nella quale è stato coinvolto Andrea Sempio.
I genitori di Chiara preferiscono non entrare nel merito degli aspetti tecnici delle indagini.
La loro posizione è che gli investigatori debbano effettuare tutti gli accertamenti necessari per arrivare alla verità, senza però trasformare ogni elemento investigativo in una certezza prima delle conclusioni della magistratura.
«Facessero tutto quello che è necessario», è il senso delle loro parole.
Per la famiglia, infatti, l’obiettivo principale resta uno soltanto: arrivare alla verità giudiziaria e mettere finalmente un punto a una vicenda che da 19 anni condiziona la loro vita.
Il risarcimento: «Se dobbiamo restituirlo, lo restituiremo»
Durante l’intervista è stato affrontato anche il tema del risarcimento riconosciuto alla famiglia Poggi.
Giuseppe Poggi ha spiegato che le somme ricevute si trovano su un conto intestato a lui, alla moglie e al figlio e che, qualora gli sviluppi giudiziari imponessero una restituzione, la famiglia sarebbe pronta a farlo.
«Se dobbiamo restituirlo, lo restituiremo», ha chiarito.
Una risposta che mira a chiudere anche le speculazioni economiche che periodicamente accompagnano il caso.
Più delicato, invece, il capitolo relativo ai rapporti con la famiglia Stasi. I genitori di Chiara hanno raccontato come, dopo l’evoluzione dell’inchiesta e la condanna di Alberto Stasi, i rapporti siano progressivamente venuti meno.
«Non ce la faccio più con questo circo mediatico»
È soprattutto il peso della continua esposizione mediatica a emergere dalle parole di Rita Poggi.
La donna ha raccontato di essere ormai stanca di vedere il caso di sua figlia continuamente riproposto in televisione e sui giornali.
In una delle ultime giornate, ha raccontato, avrebbe contato numerose trasmissioni televisive dedicate alla vicenda.
Una pressione diventata difficile da sopportare, tanto da arrivare a dire di non riuscire più a seguire tutto ciò che viene raccontato sul caso.
Anche il paese di Garlasco, secondo il racconto della famiglia, ha dovuto fare i conti con l’attenzione incessante di giornalisti e troupe televisive.
La richiesta dei Poggi non è quella di fermare le indagini, ma di evitare che il dolore di una famiglia diventi ancora una volta uno spettacolo.
Il dolore per Marco Poggi
Nel corso dell’intervista è emerso anche un altro aspetto particolarmente doloroso: quello legato a Marco Poggi, fratello di Chiara.
I genitori hanno raccontato la sofferenza provata nel vedere il nome del figlio accostato a ricostruzioni e ipotesi legate all’omicidio.
Per la famiglia, quelle insinuazioni hanno rappresentato un’ulteriore ferita.
«Marco ha sofferto più di noi in questa vicenda», è il senso delle parole pronunciate dai genitori, che hanno spiegato come il figlio abbia scelto di lasciare Garlasco anche per lavoro, ma pure per prendere le distanze da una storia che ha finito per travolgere l’intera famiglia.
«Chiara ha diritto di riposare in pace»
Alla fine dell’intervista, più delle nuove ipotesi investigative, resta una richiesta semplice.
Giuseppe e Rita Poggi vogliono che venga fatta tutta la chiarezza necessaria, ma chiedono anche che il nome della loro figlia non venga continuamente trascinato nel vortice della spettacolarizzazione.
Dopo 19 anni, il loro desiderio è quello di poter finalmente chiudere una pagina che ha segnato per sempre la loro famiglia.
La giustizia farà il suo corso e saranno gli accertamenti a stabilire eventuali nuove responsabilità. Per i genitori di Chiara, però, resta soprattutto una certezza: la loro figlia merita verità, rispetto e pace.