“Non puoi dirlo!”. Giuseppe Conte inchiodato in diretta tv: tensione in studio

Il rapporto tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, le possibili alleanze nel centrosinistra e il confronto con il governo guidato da Giorgia Meloni sono stati al centro dell’intervento di Giuseppe Conte a L’Aria che Tira. Ospite di David Parenzo nella puntata del 30 settembre, il leader del M5S ha fatto il punto sul percorso che potrebbe portare le forze di opposizione a un confronto sul programma e sulle future alleanze.

«Adesso aspettiamo il Pd che ha delle importanti riunioni, direzione, assemblea nazionale e poi ci ritroveremo. Noi siamo pronti e abbiamo le idee chiare. Aspettiamo i tempi del Pd e degli altri alleati e ci ritroveremo», ha dichiarato Conte.

Il riferimento è ai prossimi appuntamenti interni al Partito Democratico, che dovrebbero precedere un nuovo confronto tra le forze del centrosinistra. Conte ha ribadito la disponibilità del Movimento a sedersi al tavolo con gli altri alleati.

La battuta su Renzi

Durante l’intervista non è mancato un passaggio dedicato a Matteo Renzi. Parenzo ha ricordato a Conte alcune dichiarazioni positive espresse dall’ex presidente del Consiglio nei suoi confronti.

La risposta del leader del Movimento è stata affidata all’ironia: «Ha parlato bene di me? Mi devo preoccupare? Ha detto una cosa che mi gratifica, non sono il suo modello politico».

Una battuta che ha riportato al centro anche le differenti posizioni che negli anni hanno caratterizzato i rapporti politici tra Conte e Renzi.

Le critiche all’economia del governo

Il confronto si è poi spostato sulle condizioni dell’economia italiana e sulle scelte dell’esecutivo.

Conte ha criticato il governo Meloni sostenendo che l’Italia non stia registrando una crescita sufficiente. Nel suo intervento ha fatto riferimento anche alle risorse del Pnrr e alle decisioni assunte sul piano europeo.

«Non abbiamo crescita, i 209 miliardi sono finiti e sono stati spesi abbastanza male, non abbiamo prospettive di crescita, siamo il fanalino di coda in Ue», ha affermato il presidente del M5S.

Il leader pentastellato ha quindi contestato il Patto di stabilità, sostenendo che l’Italia avrebbe potuto contribuire maggiormente alla sua modifica. «Il Patto di stabilità è stato firmato dall’Italia e occorreva il voto all’unanimità, siccome siamo un Paese fondatore quel Patto potevamo contribuire a modificarlo», ha detto.

Conte ha criticato inoltre gli impegni sulla spesa per la difesa, contestando in particolare il piano europeo di riarmo e l’obiettivo di spesa del 5% del Pil in ambito Nato. Si tratta di valutazioni politiche espresse dal leader del M5S nel corso dell’intervista.

Il nodo Superbonus

Nel confronto con Parenzo è emerso anche il tema del Superbonus, una delle misure simbolo dei governi guidati da Conte e successivamente al centro di un acceso confronto politico sull’impatto sui conti pubblici.

Conte ha concentrato il proprio intervento sulle responsabilità che attribuisce all’attuale governo e sulle prospettive economiche del Paese, mentre il Superbonus continua a rappresentare uno dei principali terreni di scontro tra il Movimento 5 Stelle e il centrodestra.

La proposta sulla sanità privata

Nella parte finale dell’intervista si è parlato della proposta del Movimento 5 Stelle sulla sanità pubblica e sul possibile finanziamento di un fondo attraverso il settore della sanità privata.

Parenzo ha sintetizzato la posizione di Conte chiedendogli se il Movimento volesse «tassare la sanità privata». Conte ha respinto questa interpretazione.

«No, non Conte. Diciassettemila cittadini hanno detto di creare un fondo specifico alimentato dalla sanità privata, che sta facendo ingenti profitti, per mantenere in piedi la sanità pubblica. Se qualcuno mi porta una soluzione migliore, la portino al tavolo e possiamo aggiungerla», ha risposto.

La proposta è quindi stata presentata da Conte come una forma di finanziamento aggiuntivo destinato alla sanità pubblica, non come una semplice tassa sul settore privato. Il confronto con Parenzo si è però acceso proprio sulla definizione della misura e sulla possibilità di trovare una sintesi con le altre forze politiche.

Il confronto con il centrosinistra

Il tema delle alleanze resta dunque uno dei principali dossier politici per il Movimento 5 Stelle. Conte ha ribadito di essere pronto al confronto con il Pd e con gli altri possibili alleati, ma ha indicato nei prossimi appuntamenti interni ai democratici un passaggio preliminare prima di tornare al tavolo.

Il percorso resta legato alla costruzione di un programma comune. Conte aveva già dichiarato nei giorni precedenti di essere pronto a confrontarsi con gli alleati e di ritenere possibile trovare punti di sintesi anche su alcuni dei temi più divisivi.

Sullo sfondo resta quindi il confronto tra le opposizioni e il governo Meloni, mentre il Movimento 5 Stelle si prepara a portare al tavolo della coalizione le proprie proposte maturate nel percorso di Nova.

L’intervista a L’Aria che Tira ha così riunito i principali temi su cui si gioca il confronto politico dei prossimi mesi: rapporto con il Pd, costruzione delle alleanze, politiche economiche, difesa e sanità pubblica.