Il risveglio ricorrente può attirare maggiore attenzione, soprattutto quando si presenta con una regolarità insolita.
Alcune letture cercano una connessione tra il momento del risveglio e lo stato emotivo, attribuendo importanza anche al ritmo corporeo.
Prima di trarre conclusioni, però, è necessario distinguere interpretazioni tradizionali da spiegazioni fondate su evidenze mediche.
Secondo la medicina tradizionale cinese, la difficoltà ad addormentarsi tra le 21 e le 23 viene associata allo stress; i risvegli tra le 23 e l’una alla delusione emotiva e all’attività della cistifellea; quelli tra l’una e le 3 alla rabbia e al meridiano del fegato. Tra i suggerimenti riportati compaiono meditazione, pensieri positivi, perdono e acqua. Si tratta però di associazioni tradizionali, non di diagnosi mediche dimostrate.
I risvegli tra le 3 e le 5 vengono collegati, sempre secondo questa impostazione, ai polmoni, alla tristezza e persino a un presunto messaggio spirituale; tra le 5 e le 7 vengono invece associati a blocchi emotivi e all’intestino crasso, con suggerimenti come respirazione lenta, stretching o alzarsi per andare in bagno. Queste fasce orarie non permettono scientificamente di identificare una malattia o uno stato emotivo: se i risvegli sono frequenti o disturbano il sonno, è più prudente cercarne le cause reali con un professionista sanitario.


