“Ha fatto tutto lui!”. Accuse shock a Ranucci in diretta tv: Berlinguer ammutolita

La nuova stagione televisiva riparte subito con un dibattito rovente e destinato a far discutere. Nella prima puntata di È sempre Cartabianca — da quest’anno spostata nel prime time del mercoledì su Rete 4 — la conduttrice Bianca Berlinguer ha aperto il confronto su una vicenda al centro dell’attenzione mediatica: il caso Report, la sostituzione del suo storico conduttore Sigfrido Ranucci e il futuro dell’informazione di inchiesta della Rai.
A lanciare le stoccate più dure durante la trasmissione sono stati Giuseppe Cruciani e Mauro Corona. Pur muovendosi da prospettive e sensibilità diverse, entrambi hanno espresso severe critiche nei confronti di Ranucci, respingendo l’idea che la sua potenziale uscita di scena rappresenti un attacco alla libertà di stampa.

Giuseppe Cruciani: «Nessun pericolo per la libertà, si è procurato i guai da solo»
Il conduttore de La Zanzara ha contestato con fermezza la narrazione secondo cui le difficoltà di Ranucci siano da attribuire a un bavaglio alla libertà d’espressione.
«La libertà di informazione tanto declamata da Ranucci in pericolo? Io non credo che la sostituzione di un conduttore in una trasmissione possa segnare l’esistenza o meno della libertà di informazione, della libertà di espressione in Italia», ha dichiarato Cruciani in studio.
Nel suo intervento, il giornalista ha fatto riferimento ai presunti legami personali tra Ranucci e Valter Lavitola, figura finita agli arresti perché sospettata di essere il mandante dell’attentato dinanzi all’abitazione dello stesso conduttore Rai. Per Cruciani, le difficoltà attuali non nascono dunque da persecuzioni politiche o da attacchi della stampa di destra, bensì dalle scelte e dalle relazioni personali del giornalista.
«Credo che Ranucci si sia procurato da solo i guai […] e dunque il vittimismo di Ranucci oggi e l’attaccare i giornali di destra perché hanno legittimamente fatto una campagna di informazione cercando delle notizie, cosa che ha sempre fatto anche lui, la trovo altamente ridicola», ha concluso Cruciani.
Mauro Corona: «Se fossi stato in lui mi sarei tolto dal programma»
Anche Mauro Corona si è inserito nella discussione. Pur sottolineando il proprio affetto personale verso Ranucci, lo scrittore e alpinista si è mostrato scettico sulla possibilità che il giornalista possa proseguire serenamente alla guida di Report.
Per spiegare il suo punto di vista, Corona ha utilizzato l’immagine di un oggetto prezioso ma irreversibilmente danneggiato:
«Oramai il vaso si è incrinato». «È come un vaso di cristallo rotto e incollato, ognuno può dire: “Tu che sentenzi, che vai a indagare di qua e di là, pensa te cos’è successo…”. Finché non si chiarisce questa cosa, ma si chiarisce veramente, io se fossi stato in lui sarei andato via subito da Report e avrei detto: “Finché le cose non sono chiare, mi tolgo dal programma”».
La redazione di Report in agitazione
Il serrato confronto a È sempre Cartabianca arriva in un momento di forte tensione all’interno della Rai. La redazione di Report è infatti entrata in stato di agitazione a seguito della decisione dell’azienda di sostituire Ranucci con Daniele Piervincenzi, mentre Giulia Presutti — inizialmente ipotizzata tra i possibili successori — ha scelto di rinunciare all’incarico.
Mentre sullo sfondo resta aperto il dibattito sulle responsabilità personali e sul futuro di una delle trasmissioni simbolo dell’inchiesta televisiva italiana, le posizioni espresse da Cruciani e Corona evidenziano come la vicenda abbia ormai superato i confini della politica e del servizio pubblico, aprendo una spaccatura profonda tra i commentatori.