Sono notizie che non si vorrebbero mai sentire, di quelle che scuotono, che generano amarezza e riflessioni profonde, facendoci sentire impotenti dinnanzi alla caducità della vita terrena.
Ancora una volta, tra gli uomini in divisa, si piange la prematura dipartita di un uomo di soli 42 anni. La storia di Alessandro è giunta come una doccia fredda, in un caldo giorno d’agosto.
La notizia del suo decesso ha lasciato colleghi e familiari senza parole mentre la cronaca ha ricostruito dettagliatamente che cosa gli è accaduto. Scopriamolo insieme.
Un viaggio in moto lungo la provinciale 15 della Valmalenco si è trasformato in un dramma. Alessandro Giannetti, 42 anni, era alla guida della sua Ducati diretto verso Sondrio.All’altezza della località Campoledro, per ragioni ancora da chiarire, il militare avrebbe perso il controllo della moto. Il mezzo ha sbandato, finendo violentemente contro un muro. Lo schianto ha provocato conseguenze devastanti.
Subito dopo lo schianto, la Ducati ha preso fuoco. Giannetti è rimasto gravemente ustionato e, quando i soccorritori sono intervenuti, le sue condizioni sono apparse immediatamente molto serie. Per questo è stato disposto il trasferimento urgente in ospedale. Alessandro Giannetti prestava servizio nei carabinieri presso il comando provinciale di Sondrio. Originario di Fontana Liri, in provincia di Frosinone, aveva 42 anni ed era profondamente legato al mondo delle due ruote: oltre alla passione personale, partecipava come pilota amatoriale anche a competizioni in circuito. Dopo l’incident* era stato trasportato in eliambulanza, in codice rosso, all’ospedale Niguarda di Milano. Per Giannetti è iniziata così una lunga battaglia tra la vita e la mort*, durata fino all’annuncio del suo decesso. Nonostante le cure e gli sforzi dei medici, le gravissime ustioni e le successive complicanze non gli hanno lasciato scampo. Il carabiniere è deceduto a 42 anni, lasciando dolor* tra colleghi, familiari e quanti lo conoscevano.


