“Esc****i per terra, negli armadi…”. Vacanza da incubo per la famiglia italiana: “Non andateci mai”

Doveva essere una vacanza in famiglia all’insegna del relax e della scoperta, ma si è trasformata in un soggiorno fatto di disagi, problemi igienici e servizi ritenuti inadeguati. È la storia raccontata da Helga, che ha trascorso una settimana in Tunisia insieme ai suoi quattro figli, pagando oltre 4.000 euro per il viaggio e il soggiorno in un villaggio turistico.

La famiglia aveva scelto di affidarsi a un importante tour operator italiano, con partenza fissata per il 27 luglio e rientro il 3 agosto. Una scelta fatta, racconta la donna, proprio con l’obiettivo di avere maggiori garanzie e trascorrere una vacanza senza preoccupazioni.

Ma i problemi sarebbero iniziati già al momento dell’arrivo.

«La camera era sporca»

Helga racconta di essere arrivata al villaggio in mattinata, ma di aver dovuto attendere fino alle 14 per poter entrare nella stanza.

«Siamo arrivati la mattina ma le camere comunque non sarebbero state consegnate prima delle 14», racconta, descrivendo l’attesa trascorsa sui divanetti della struttura.

Una volta ottenute le chiavi, però, la situazione sarebbe apparsa ancora più problematica.

«La camera era sporca, sembrava che non fosse stata pulita profondamente dall’inizio della stagione», racconta la turista. La donna avrebbe quindi iniziato a pulire autonomamente alcune parti della stanza utilizzando delle salviette umide che aveva con sé.

Secondo il suo racconto, dai tappetini accanto ai letti sarebbero fuoriusciti «sabbia, sporco, polvere, capelli» e altri residui. Anche sui letti, sostiene Helga, sarebbero stati presenti capelli riconducibili ai precedenti ospiti, mentre gli armadi sarebbero stati sporchi e in parte danneggiati.

«Il bagno era impraticabile»

Le condizioni del bagno sarebbero state, secondo la turista, ancora più critiche.

«Il bagno era impraticabile. C’erano escrementi sulle piastrelle del bagno, schizzi di orina», racconta Helga, spiegando che lei e i figli quel giorno avrebbero preferito non utilizzare la doccia.

Un episodio che, nelle intenzioni della famiglia, avrebbe dovuto essere soltanto un inconveniente iniziale, ma che secondo il racconto sarebbe diventato il primo di una serie di problemi riscontrati durante il soggiorno.

Piscina, lettini e asciugamani: «Pulizia inadeguata»

Le contestazioni non si sarebbero limitate alla camera.

Helga racconta di aver assistito personalmente alle operazioni di pulizia della piscina nelle prime ore della mattina, quando si recava a occupare i posti per sé e per i figli.

«Un inserviente metteva lo straccio nella piscina e poi spazzava il pavimento circostante, usando la piscina come una sorta di secchio per il mocio», sostiene.

Anche gli altri servizi della struttura, secondo la sua testimonianza, avrebbero presentato diverse criticità.

«Per la piscina davano asciugamani mezzi rotti, bucati, macchiati, anche i lettini erano rotti», racconta la donna, secondo la quale «la pulizia in questa struttura non era assolutamente adeguata».

Il costo della vacanza supera i 4.000 euro

A rendere ancora più pesante la delusione è stata anche la spesa sostenuta dalla famiglia.

Helga riferisce di aver pagato una cifra compresa tra 4.280 e 4.300 euro, alla quale si sarebbe aggiunto un ulteriore costo di 102 euro per la tassa di soggiorno.

«Forse era scritto da qualche parte nel contratto che ho firmato, ma non era esplicitato in maniera chiara», racconta.

Per la famiglia, dunque, al costo già elevato della vacanza si sono aggiunte ulteriori spese che, secondo la turista, non sarebbero state sufficientemente evidenziate al momento della prenotazione.

La colazione prima del trasferimento in aeroporto

Anche l’ultimo giorno di vacanza sarebbe stato caratterizzato da disagi.

A causa degli orari dei trasferimenti verso l’aeroporto, circa 120-150 persone avrebbero dovuto usufruire della colazione prima della partenza.

Secondo il racconto di Helga, però, al momento dell’arrivo nella sala non ci sarebbe stata una quantità di cibo sufficiente per tutti.

«Nella sala della colazione per noi non c’era niente. Solo due vassoi di affettati e baguette. Non c’erano yogurt, cereali, toast, brioche», racconta la donna.

Un ulteriore episodio che avrebbe contribuito a rendere particolarmente negativa l’esperienza della famiglia.

Il reclamo al tour operator

Una volta rientrata in Italia, Helga ha deciso di formalizzare le proprie contestazioni.

«Lunedì 3 appena atterrata ho chiamato subito gli uffici del tour operator», racconta. Secondo quanto riferito dalla turista, le sarebbe stato spiegato che il reclamo avrebbe potuto essere formalizzato soltanto dopo 24 ore dal rientro.

La donna ha quindi ricontattato il servizio competente e, nei giorni successivi, ha compilato l’apposito modulo online, allegando anche alcune delle fotografie scattate durante il soggiorno.

Ora dovrà attendere la risposta del tour operator.

«Si prendono 45 giorni per rispondere, è pazzesco!», commenta Helga.

Una vacanza finita al centro di una contestazione

La vicenda riporta al centro il tema della corrispondenza tra i servizi descritti al momento della prenotazione e quelli effettivamente offerti durante il soggiorno.

Per la famiglia, quella che doveva essere una settimana di vacanza insieme si è trasformata in un’esperienza molto diversa dalle aspettative, con contestazioni che riguardano pulizia, condizioni delle camere, servizi della piscina, ristorazione e costi aggiuntivi.

Ora la parola passa al tour operator, chiamato a valutare il reclamo e la documentazione presentata dalla cliente.

Helga attende una risposta e, soprattutto, una soluzione che tenga conto dei disagi denunciati e della cifra spesa per una vacanza che, secondo il suo racconto, è stata molto lontana da quella immaginata al momento della prenotazione.