“Via al primo maxi-trasferimento di migranti in Italia, ecco quando”. Svolta shock, Meloni incastrata così

ROMA – La Germania torna a chiedere all’Italia di farsi carico dei richiedenti asilo transitati dal territorio italiano prima di raggiungere il Paese. Dopo quasi quattro anni di sostanziale stop, Berlino intende riattivare le procedure previste dal Regolamento di Dublino, riportando al centro del confronto europeo il principio secondo cui la responsabilità dell’esame della domanda di protezione ricade, in determinate circostanze, sul primo Stato membro di ingresso.
Il governo tedesco guidato da Friedrich Merz ha annunciato la volontà di rendere nuovamente operativi i trasferimenti verso i Paesi di primo approdo, tra cui l’Italia. Un primo caso sarebbe già stato individuato per il 19 agosto, data che potrebbe rappresentare il primo banco di prova della nuova fase nei rapporti tra Roma e Berlino sul dossier migratorio.
Il caso della giovane somala
Al centro della vicenda ci sarebbe Abdirisaq Warsame, cittadina somala di 22 anni arrivata in Germania lo scorso marzo dopo essere transitata dall’Italia.
Secondo le autorità tedesche, la sua richiesta di protezione internazionale dovrebbe essere esaminata dal primo Paese dell’Unione europea nel quale è avvenuto l’ingresso, sulla base delle regole previste dal sistema di Dublino.
Il suo caso potrebbe quindi diventare il primo test concreto della ripresa dei trasferimenti verso l’Italia. Resta tuttavia necessario verificare tutti gli elementi della singola procedura e le condizioni previste dalla normativa europea.
Dopo lo stop del 2022, Berlino cambia linea
La nuova posizione tedesca segna una svolta rispetto alla situazione creatasi nel dicembre 2022, quando l’Italia aveva sostanzialmente sospeso le riammissioni dei cosiddetti “dublinanti”, cioè i richiedenti asilo che, dopo essere entrati nel nostro Paese, avevano proseguito il viaggio verso altri Stati dell’Unione.
Roma aveva motivato la decisione richiamando la forte pressione esercitata dagli arrivi via mare e le difficoltà nella gestione dei flussi migratori.
Il blocco aveva avuto conseguenze anche nei rapporti con gli altri Paesi europei, Germania compresa, lasciando numerose richieste di trasferimento senza una concreta definizione.
Che cosa prevede il Regolamento di Dublino
Il Regolamento di Dublino stabilisce, in linea generale e con diverse eccezioni, quale Stato membro sia responsabile dell’esame di una domanda di protezione internazionale. In molti casi, il criterio è legato al primo ingresso irregolare nel territorio dell’Unione.
Si tratta da anni di uno dei punti più controversi della politica europea sull’asilo. Il sistema, infatti, tende a concentrare una parte significativa delle responsabilità sui Paesi situati alle frontiere esterne dell’Unione, come Italia e Grecia.
La questione è diventata ancora più delicata con l’aumento degli arrivi attraverso la rotta del Mediterraneo e con il successivo spostamento di una parte dei migranti verso gli Stati dell’Europa centrale e settentrionale.
La linea del governo Merz
Berlino considera il funzionamento delle procedure di Dublino un elemento essenziale anche in vista della piena applicazione del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo.
Il governo tedesco chiede che i trasferimenti verso gli Stati di primo approdo possano avvenire in maniera concreta e con procedure più rapide. Italia e Grecia sono quindi tra i Paesi maggiormente interessati dalla nuova linea tedesca.
Secondo Berlino, il sistema non può funzionare soltanto sulla carta: quando vengono riconosciute le condizioni per un trasferimento, questo deve poter essere effettivamente realizzato.
Il confronto riguarda anche gli accordi bilaterali raggiunti tra gli Stati membri e le modalità operative necessarie per gestire i casi rimasti in sospeso.
Quanti trasferimenti ci saranno?
Al momento non è possibile stabilire con certezza quanti richiedenti asilo potrebbero essere trasferiti dalla Germania all’Italia.
Le autorità tedesche sottolineano che ogni caso dovrà essere esaminato singolarmente, verificando il percorso compiuto dal richiedente e la sussistenza delle condizioni previste dalla normativa europea.
Per questo motivo, la vicenda della giovane cittadina somala potrebbe rappresentare soltanto il primo caso di una procedura più ampia, ma non consente ancora di quantificare il numero complessivo dei possibili trasferimenti.
La data del 19 agosto assume quindi un significato particolare: sarà necessario capire se e come la procedura verrà effettivamente portata a termine e quale sarà la risposta delle autorità italiane.
Meloni tra rimpatri e solidarietà europea
Il dossier arriva in un momento particolarmente delicato per il governo di Giorgia Meloni, che da tempo chiede all’Unione europea una maggiore condivisione delle responsabilità nella gestione dei flussi migratori.
Roma insiste sul rafforzamento dei rimpatri, sul controllo delle frontiere esterne e sulla ricerca di soluzioni anche al di fuori del territorio dell’Unione, compresi i cosiddetti hub nei Paesi terzi.
La richiesta tedesca introduce però un ulteriore elemento nel confronto: la necessità per l’Italia di farsi carico dei richiedenti asilo che, dopo essere transitati dal nostro Paese, hanno raggiunto la Germania.
Il nuovo confronto tra Roma e Berlino
La questione rischia dunque di riaprire un confronto politico delicato tra Italia e Germania. Da una parte Berlino chiede che le regole europee vengano applicate con maggiore rigore; dall’altra Roma continua a sostenere che la gestione dell’immigrazione non possa ricadere principalmente sui Paesi di frontiera.
Il caso previsto per il 19 agosto potrebbe rappresentare il primo vero banco di prova della nuova fase.
Il principio resta quello della responsabilità del primo Paese di ingresso, ma la sua applicazione concreta dovrà fare i conti con le nuove regole europee, con gli accordi tra gli Stati membri e con le singole circostanze dei richiedenti.
Dopo anni di tensioni e procedure rimaste in sospeso, Italia e Germania tornano così a confrontarsi direttamente sul tema dei trasferimenti dei richiedenti asilo. E il primo caso atteso ad agosto potrebbe indicare quale sarà la direzione dei prossimi mesi.